venerdì 29 aprile 2016

I giovani di Marzabotto affrontano la loro storia.


Tuffo nell'archeologia e nella storia antica per una scolaresca di Marzabotto che ha avuto il piacere di essere accompagnata, in una visita all'area museale e nella piana che conserva la pianta dell'antica città etrusca di Kainua a Marzabotto, dal nuovo direttore del museo dottor Tiziano Trocchi e dai rievocatori Fabiana Nanni, che indossava gli abiti della regina etrusca Ramtha e Gianni Passini, che impersonava il generale etrusco Velthur.
In una invitante mattinata primaverile la scolaresca ha visitato la piana su cui ancora insiste la traccia muraria dell'antica città. La scolaresca sollecitata dal direttore ha visitato il perimetro del tempio dedicato a Tinia
La base del trmpio dedicato a Tinia
( il Giove romano e lo Zeus greco), ha potuto valutare l'ingegnosità con cui gli Etruschi guidavano in capaci canali interrati le acque piovane e quelle domestiche e ha chiesto della lingua di quel 'bel popolo, affascinante per i suoi magnifici reperti e per l'oblio dove pare essere stato relegato'. Il direttore ha spiegato che la lingua etrusca è da tempo in buona parte decifrata. Se ne conosce anche la grammatica grazie a iscrizioni funerarie o commemorative ritrovate. E' limitato il numero di vocaboli conosciuti e non si è ancora sicuri della pronuncia perchè gli Etruschi non hanno lasciato testimonianze letterarie. Il direttore non lo ha detto, ma chissà che non si giunga anche a questa scoperta. Ma ad attirare subito l'attenzione dei piccoli studenti è stata l'armatura del generale Velthur e si sono moltiplicate le domande, poiché contrariamente a quanto essi credevano, la corazza e lo scudo non erano di materiale metallico. E' stato loro spiegato che, come è stato dimostrato da precise ricerche, l'anima dello scudo utilizzato dagli antichi combattenti era in legno e la corazza era formata da diversi strati di stoffa di lino fra loro incollati e pressati fino ad ottenere uno spessore capace di una sufficiente resistenza ai colpi dell'avversario. 
I ragazzi indagano l'armatura etrusca.
Nel contempo la leggerezza dell'armatura consentiva al guerriero di muoversi con la necessaria agilità. L'armatura e lo scudo in metallo avrebbero esageratamente appesantito il soldato impedendogli quindi i movimenti e non lo avrebbero protetto se la copertura, per sopperire all'handicap del peso, fosse stata di spessore molto sottile.
Molto soddisfatto il direttore Trocchi per l'interessamento degli scolari. E se il buon giorno si vede dal mattino, i giovani di Marzabotto saranno i futuri testimoni della loro città etrusca. Soddisfatte le maestre che hanno potuto 'fare lezione' in uno scenario invidiabile e di rara bellezza.

Il neo direttore Tiziano Trocchi ( nella foto con gli ospiti studenti)  ha commentato: “ Innanzitutto voglio esprimere la mia grande soddisfazione per l'iniziativa didattica concertata con le scuole di Marzabotto e con i rievocatori del Gruppo Methlum Kainua. Iniziativa che ancora una volta ha rinsaldato il forte rapporto tra la cittadinanza del Comune di Marzabotto e della Valle del Reno ed il Museo Nazionale Etrusco, che è patrimonio comune di questo territorio”.
L'indagine alla rete fognaria etrusca

Ramtha e Velthur. 












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