mercoledì 20 maggio 2015

Affari milionari con i bovini: dal lusso al carcere, coppia in arresto per bancarotta fraudolenta. Società ‘fantasma’ con sede a Casalecchio di Reno, prestanome, fornitori insoluti. Un meccanismo consolidato, che avrebbe fruttava alla coppia milioni di euro, così da permettergli una vita lussuosa. Stanati dalla Gdf.




Da Bologna Today

Bancarotta fraudolenta  nel settore della commercializzazione di bovini e false attestazioni. Di questo dovranno rispondere due coniugi italiani, residenti in Emilia, tratti in arresto.
A stanarli sono stati i militari  del Comando  Provinciale della Guardia di Finanza di  Bologna, le cui indagini che hanno  portato  alla  luce  un  sofisticato  sistema fraudolento  ideato  dai coniugi i  quali , già da alcuni anni, sarebbero stati  dediti  a truffe  nei più  disparati  settori commerciali  (dall’alimentare  a  quello  edilizio)  per  perpetrare  le  quali  utilizzavano  con  spregiudicatezza una serie di escamotage, avvalendosi anche di documenti d’identità e codici  fiscali  falsi  e/o  intestati  a  persone  inesistenti, nonché  creando  numerose  società fittizie  intestate  formalmente  a  soggetti  prestanome. 
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, le  società,  dopo  aver  effettuato acquisti di minori entità con pagamenti regolari, procedevano ad ordini ben più consistenti: una volta consegnata la merce, la società veniva trasferita in una sede fittizia, intestata a soggetti nullatenenti e/o non perseguibili e la merce non veniva pagata.
A  cadere  nella  rete  della coppia,  sono  state  numerose  società  nazionali  e internazionali tra cui da ultimo un’importante azienda irlandese operante nel commercio di  bovini.
GIRO D’AFFARI PER MILIONI DI EURO. ECCO COME OPERAVANO. In sostanza, gli indagati acquistavano  i capi di bestiame dal fornitore estero, avvalendosi di  una società “fantasma” con sede fittizia a Casalecchio di Reno, il cui amministratore  era un ultraottantenne (prestanome) da tempo ricoverato presso una struttura sanitaria. Contestualmente, cedevano i  bovini ad  un’altra  società che  era  stata appositamente costituita, utilizzando  false  generalità, che  provvedeva  alla relativa  macellazione  ed  alla vendita.
L’illecito meccanismo permetteva ai coniugi di incassare le somme della vendita e di non versare il dovuto al fornitore , che, a causa dei raggiri subiti, non poteva esercitare il proprio diritto di credito nei confronti del cessionario (società fantasma). Da qui l’istanza di fallimento e le indagini che hanno condotto a disvelare  il  sistema  di frode e a configurare, tra l’altro, il delitto di bancarotta fraudolenta, per aver distrutto la contabilità e per aver distratto dal patrimonio della società i capi di bestiame.
L’articolata organizzazione criminale, il cui giro d’affari è stimato in diversi milioni di euro, permetteva ai coniugi di vivere agiatamente in una lussuosa villa con annesso ranch e di disporre di auto di grossa cilindrata.

CARCERE. Le indagini, effettuate dagli uomini del Gruppo Tutela Mercato  Capitali del  Nucleo  di  Polizia  Tributaria  di  Bologna, hanno  comportato  anche  l’analisi degli elaborati  dell’anagrafe dei bovini e bufalini del Ministero della Salute .
Gli  indagati , gravati  da  numerosi  precedenti  per  analoghi  fatti  e truffa , con  l’esecuzione  delle misure  restrittive,  sono  stati  tradotti  presso  il  carcere  di  Bologna a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Sono  state  anche eseguite  perquisizioni  locali  che  hanno  consentito  il  sequestro  di documentazione utile al prosieguo delle indagini anche per gli aspetti di natura fiscale.
Un  terzo  soggetto,  che  fungeva  da  prestanome,  è  stato  invece  interdetto  dall’esercizio  d’impresa e da gli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese.

3 commenti:

  1. Sarebbe utile far capire di chi si tratta!

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  2. Sembra che della "privacy" ne traggano beneficio solo i delinquenti.

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  3. In uno Stato che Governa
    disonestamente cosa si pretende????
    i cittadini fanno altrettanto e dove possono rubano anche loro: la politica da anni a questa parte, questo ha insegnato. Gli italiani nell' essere disonesti, sembra lo sappiano fare bene.

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