domenica 18 gennaio 2015

Il 17 Gennaio è la festa di Sant'Antonio Abate protettore degli animali e dei macellai.



Di Valter Venturi

L'arte dei beccai affonda le sue radici nella preistoria quando i cacciatori esausti tornavano con la selvaggina e  iniziava il lavoro di chi era addetto a trattare  la carne.

Ho iniziato il ‘mestiere di macellaio’ nel 1969 come garzone, impegnato  a scarnare le ossa, a fare pulizie del negozio e a  consegne ‘la merce’ ai clienti. Per formare un macellaio completo servono come minimo 7anni. Ricordo ancora le parole di Pietro Lanzarini (detto Giolitti): “ bisogna accontentare il cliente ed il cassetto e il bovino ti fa guadagnare quando lo hai venduto tutto”. Eravamo poveri di mezzi ma ricchi di valori. In quegli anni il 17 gennaio non si macellava, le botteghe rimanevano chiuse, si accettava solo l’arrivo il parroco per la preghiera e la benedizione. Poi tutti insieme si andava nelle stalle con gli allevatori a ripetere il rito religioso dedicato a Sant’Antonio. Quindi tutti a Messa per espiare i peccati delle tanti morti ai danni del  mondo bovino.

Lenzi Quinto Rinaldi Ines Valter Venturi anni 80
Per indicare comunque che il sacrificio del bovino era necessario e non dettato da cattiva volontà, il rituale per l'acquisto  di un animale  iniziava sulla soglia della stalla con il segno della croce, poi si pronunciava la frase "Sia benedetto Sant'Antonio, veniamo in pace e per il nostro lavoro". Altri tempi, in cui la vita, anche quella dell’animale, era preziosa e il sacrificio era per il necessario nutrimento  dell’uomo.

A metà degli anni 90 una  delegazione di macellai si recò a Parigi per un incontro culturale. Provo ancora emozione per la solidarietà dimostrata dai nostri cugini d’oltre Alpi. Non vi erano francesi o Italiani....solo macellai. Tenete presente che in quell'epoca le piccole macellerie a Parigi non esistevano più. Ora stiamo vivendo la triste esperienza della loro moria anche in Italia.

A Parigi
La cosa che ci ha sempre ferito, disquisendo tra di noi rilevavamo è che i midia, dopo un efferato delitto, utilizzino la parola ‘macellaio’ per indicare l’artefice del misfatto.

Scagionando la complicità del'allevatore, assolvendo i mandanti che  mangiano la carne, quale macellaio orgoglioso di esserlo, auguro ‘ Buon Sant'Antonio Abate a tutti’.  



Nanni Imerio e giusy Lizzano in Belvedere

Rinaldi Ettore e Domenichini, anni 20. 

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