domenica 30 novembre 2014

Ci aspettano quattro anni da incubo: tasse e spesa pubblica fuori controllo.




Un lettore segnala questo articolo ricavato da  analisi di Unimpresa. Lo riportiamo, come richiesto, sperando che l’analisi sia stata redatta da un ‘falso profeta’.

Ma quale spending review, ma quale calo delle tasse: il quadriennio 2015-2018 sarà da incubo con una stangata fiscale da 68 miliardi e una spesa pubblica fuori controllo in aumento di 35 miliardi. Secondo l'analisi del Centro studi di Unimpresa nel 2018, sulle casse dello Stato peseranno uscite per 810,8 miliardi in aumento di 35,6 miliardi (+4,60%) rispetto ai 775,1 miliardi con cui si chiuderà il 2014; in aumento costante anche il gettito fiscale che fra quattro anni arriverà a quota 847, 8 miliardi, in crescita di 68,3 miliardi (+8,76%) rispetto ai 779,4 miliardi che lo Stato incasserà quest'anno. Resterà stabilmente sopra il 43% la pressione fiscale che si attesterà al 43,2% nel 2018 sostanzialmente invariata rispetto al 43,3% del 2014.
Spesa pubblica - Le elaborazioni di Unimpresa, basate su dati del ministero dell'Economia e delle Finanze, rivelano anzitutto che la spesa statale è destinata a crescere continuamente. Alla fine del 2014 dalle casse dello Stato usciranno 775,1 miliardi , cifra che salirà a 775,5 milioni l'anno prossimo con un incremento di 377 milioni (+0,05%); nel 2016 le uscite si attesteranno a 787,04 miliardi in crescita di 11,5 miliardi (+1,48%) sui 12 mesi precedenti; nel 2017 lo Stato arriverà a spendere 796,2 miliardi, ben 9,2 miliardi in più (+1,18%) sull'anno precedente; nel 2018 la spesa sfonderà il tetto degli 800 miliardi per arrivare a 810,8 miliardi con una crescita di 14,5 miliardi (+1,83%) sul 2017. Complessivamente, nell'arco di quattro anni è dunque previsto un aumento di 35,6 miliardi della spesa pubblica (+4,60%).
Tartassati - In costante salita anche il gettito fiscale che quest'anno arriverà a 779,4 miliardi. L'anno prossimo dalle tasche di famiglie e imprese usciranno in tutto 789,3 miliardi, vale a dire 9,8 miliardi in più (+1,26%) rispetto al 2014; nel 2016, poi, si arriverà a entrate pari a 808,6 miliardi in salita di 19,3 miliardi (+2,45%) sui 12 mesi precedenti; nel 2017 tasse e oneri sociali arriveranno a 826,9 miliardi, con un incremento di 18,2 miliardi (+2,26%) sul 2016; nel 2018, poi, si arriverà a sfiorare la vetta degli 850 miliardi con le entrate che si attesteranno a 847,8 miliardi in salita di 20,8 miliardi (+2,53%) sull'anno precedente. Complessivamente, nell'arco di quattro anni è dunque previsto un aumento di 68,3 miliardi delle entrate nelle casse dello Stato (+8,76%). In questo arco di tempo, la pressione fiscale resterà sostanzialmente invariata: 43,3% nel 2014, 43,4% nel 2015, 43,6% nel 2016, 43,3% nel 2017 e 43,2% nel 2018.
L'allarme - "Siamo di fronte a dati spaventosi: è la prova che la spending review non esiste e che il taglio delle tasse è un miraggio. Lo Stato continuerà a spendere sempre di più e il peso del fisco sui contribuenti è destinato a salire. Come cittadini, come imprenditori e come rappresentanti di persone che lavorano e cercano di portare il Paese fuori dalla recessione ci sentiamo letteralmente presi in giro dal governo di Matteo Renzi" commenta il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi. "In questi giorni - aggiunge - si parla della riforma dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori come se fosse la panacea di tutti i mali, ma si tratta, e lo abbiamo già detto più volte, di un falso problema. La sensazione è che si sia innescata una battaglia ideologica che ha, alle sue fondamenta, una precisa strategia politica ma che in realtà non risolve i problemi delle aziende italiane".

11 commenti:

  1. poi vedrete le sorprese col decreto giustizia dove si profila l'archiviazione per i reati minori (con condanne non superiori a 5 anni).

    Per esempio il reato di truffa-

    Ergo se sarete truffati, non vi rimarrà che intentare una causa civile

    nei confronti magari di chi nel contempo ha messo al riparo il frutto del reato.

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  2. e comunque abbiamo i treni che da bologna a marzabotto viaggiano vuoti.

    ma intanto bisogna vedere la trave dei ritardi e delle soppressioni degli altri treni. Come se quelli da bologna a marzabotto sono bighe

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  3. http://www.ilgiornale.it/news/politica/cav-affiancare-alleuro-moneta-nazionale-1071729.html

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  4. anonimo? delle 14,45 prova a controllare anche quelli da marzabotto a bologna, almeno cosi cambi disco che hai davvero rotto.....

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  5. anonimo? delle 14,45 prova a controllare anche quelli da marzabotto a bologna, almeno cosi cambi disco che hai davvero rotto.....

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  6. 30 novembre 2014 20:17 se non ti piacciono i treni inutili da bologna a marzabotto vai a giocare in autostrada.

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  7. Continuate a votare x il PD per garantire tasse sui poveri e benefici solo alla casta.
    Vi meravigliate ???? questo governo tecnico altro non che il terzo che ci frega per bene e non è stato votato, perciò illegittimo. La casta come si vedono i risultati nel veneto è l' unica che può votare pd.

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  8. ti correggo sul governo tecnico. questo è politico anche se tecnicamente lo stiamo subendo

    per il resto concordo con il tuo commento

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  9. Grazie del "concordo" , ma sempre tecnico è perchè anche questi si sono rivelati degli incapaci, oppure l' italia (messa com'è) è veramente un paese allo sbando ed ingovernabile.

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  10. Rimanendo in tema.......pensate alle tasse a carico degli stessi x l' anno 2015. Ci sarebbe da progettare veramente ad uno sciopero fiscale, poi vogliomo vedere come va a finire. Tra i governi ed equitalia ente statale, adetta allo strozzinaggio x la riscossione coatta di tasse, multe, oneri vari e cazzate che la gente non riesce più a pagare, in un tutto fatto di un sistema a delinquere permanente ed illegale comunque che non arriva a niente come fosse un pozzo senza fondo.

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  11. La strategia politica sentita da tutti o perlomeno da tanti è quella di una casta politica e politici che non vogliono risolvere un bel niente se non prendersela costantemente solo sui "piccoli" di imprese medio-piccole, lavoratori dipendenti e pensionati, denigrandoli a tal punto da renderli schiavi, con il fine di esborsi totali del loro reddito da lovoro e di tutto quello che è necessario alla sopravvivenza umana per permettere alla politica di sopravvivere alla grande.

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