domenica 20 luglio 2014

Identificati gli autori dell’aggressione ai danni dell’autotrasportatore di Brescia.



E dopo lo stress per l’esame di licenza Media, una rilassante aggressione a un autotrasportare. 
Protagonisti del singolare programma due sedicenni  di Bologna che i Carabinieri di Porta Lame hanno identificato e denunciato  per concorso in lesioni aggravate e ingiuria, in quanto responsabili dell’aggressione patita il mese scorso a Bologna da Daniele NATALI, un autotrasportatore 60enne.
Erano da poco passate le 13 del 17 giugno quando il 60enne, in via Calori per sbrigare alcune commissioni di lavoro, fu avvicinato da tre ragazzi, uno dei quali aveva iniziato a prenderlo in giro con riferimento alla sua età, ritenuta dagli adolescenti avanzata. L’autotrasportatore, sentendosi offeso, dapprima invitava il giovane a piantarla, poi, dopo che al primo anche un altro del terzetto aveva iniziato a dileggiarlo, reagì chiedendo spiegazioni e allontanandolo con una spinta. A quel punto il secondo ragazzo. prima si toglieva gli occhiali da sole e poi lo colpiva al volto con un pugno talmente forte da farlo cadere a terra tramortito.
Inizialmente i ragazzi, non rendendosi conto della loro vittima, avevano continuato a sbeffeggiarlo, poi, visto che l’uomo appariva quasi privo di sensi e perdeva sangue dalla bocca, si erano spaventati e lo stesso che aveva sferrato il cazzotto, chiamò il 118 per segnalare che una persona era caduta a terra nel corso di una lite. Tra il sangue che gli sgorgava dalle ferite in bocca e una amnesia sopraggiunta a causa del trauma, il 60enne quando si  riprese chiese ai suoi stessi aggressori cosa fosse successo e loro imbastirono una generica versione, dapprima di una caduta non meglio specificata, poi di un diverbio sfociato in qualche spinta a seguito delle quali lui sarebbe caduto battendo il volto.
Il ferito fu trasportato in ambulanza al Pronto Soccorso e successivamente gli furono riconosciute gravi lesioni alla mascella. Il giorno seguente l’uomo si  recò dai Carabinieri di Porta Lame e fece una precisa denuncia. Da lì è  iniziata la ricostruzione da parte del Comandante della Stazione, Luogotenente Salvatore D’Elia, che si è avvalso della sua pluridecennale conoscenza del proprio territorio.
Le indagini sono partite dalla telefonata giunta al 118, ma con la convinzione già consolidata che potesse trattarsi di un 16enne del luogo, conosciuto dai Carabinieri in quanto abituale frequentatore del Parco Graziani dietro al PalaDozza, per la sua indole litigiosa e la passione per la kickboxing. La tesi iniziale dei  Carabinieri ha trovato riscontro quando, ricevuti i tabulati telefonici del 118, è stata verificata l’identità della titolare della scheda telefonica: una donna nata nel  1925 di origine campana, come di origine campana è il giovane sospettato. Ascoltata la telefonata i sospetti si concretizzavano ancora di più: non c’era dubbio che la voce tremolante fosse quella del ragazzino. La ricostruzione anagrafica ha confermato infine che l’intestataria della scheda era proprio la nonna del giovane.
La ricerca sul territorio intanto aveva consentito di individuare un uomo adulto, rintracciato dai Carabinieri, che aveva visto in faccia i tre ragazzi subito dopo l’aggressione, trattenendosi con loro ed il ferito nei momenti immediatamente seguenti all’aggressione: la sua testimonianza ha fissato i momenti successi all’aggressione in maniera inequivocabile.
La ricostruzione era pressoché completa. Il Luogotenente D’Elia andava a casa del giovane che davanti ai genitori, dopo qualche iniziale ritrosia, ammetteva le proprie responsabilità e descriveva anche i comportamenti degli altri due ragazzi. Soltanto due di loro, i 16enni, avevano responsabilità dirette per quanto accaduto, mentre il terzo, un 14enne, aveva assistito in disparte ed è risultato estraneo alla vicenda. Poco prima dell’aggressione, i tre ragazzi erano usciti da una scuola situata in zona Saffi, dove avevano sostenuto la prova di matematica per il conseguimento della licenza di Terza Media e dopo una sosta ai giardini avevano incrociato casualmente il NATALI in via Calori, iniziando a sbeffeggiarlo. Da lì era nato tutto.
Le indagini, coordinate dalla Procura de Minori, hanno permesso di escludere che si trattasse di un caso di knockout game, la scellerata abitudine nata negli States di colpire senza motivo passanti inermi, ma soltanto di un diverbio per futili motivi che rischiava di finire in tragedia.

Dal Comando Provinciale Carabinieri di Bologna


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