martedì 19 novembre 2013

Giuseppe Bonantini 'scrive' al CAI.



Pubblichiamo la lettera aperta al C.A.I. Medio Reno di Giuseppe Bonantini, volontario di protezione civile
giuseppebonantini1945@gmail.com

La nuova legge regionale: denominata R.E.E.R. ‘Rete Escursionistica dell’Emilia Romagna’ valorizzazione delle attività escursionistiche deliberazione legislativa: n.71 del 2013 (si rimane in attesa del regolamento di attuazione)
non regolamenta, l’uso dei sentieri o mulattiere ai veicoli a motore, e non strizza nessun occhio, ai motociclisti (come si vuole far credere), si è solo trattato di accettare che la loro fruizione è regolamentata solo dalla legge primaria dello Stato,  cioe’: il nuovo Codice della Strada (Decreto legislativo n.285/1992)
norma ancora mantenuta dallo Stato.
Pertanto, la sola ‘convinzione’ che i sentieri con segnavia C.A.I. e in futuro R.E.E.R. siano solo ‘strade’ riservate ai soli pedoni (a piedi), è solo una norma abusiva e dettata in prevalenza da falsi ambientalisti, che non accettano le norme di legge dello Stato.
Pertanto, non si ‘smantella’ nessuna regola.
Alla Regione, si è chiesto solo e soltanto il diritto di circolazione di tutti
i cittadini, sancito dall’art.16 della Costituzione Italiana.
Pertanto è  inutile che il responsabile regionale del C.A.I.  ‘si arrabbi’ pensando che si voglia declassare leggi regionali .
Ripeto: si vuole solo rispettare e fare rispettare il nuovo Codice della Strada .
Mi sembra di essere, stato abbastanza chiaro e abbastanza esaustivo. Se ho sbagliato correggetemi, ho indicato il mio recapito.
I motocicli ( veicoli a motore) in regola (omologati – immatricolati – assicurati - targati) sono conformi a tutti i requisiti di legge, sia per quanto riguarda il
rumore: 95 decibel e sia lo smog: euro 4 (e pagano, pure tutte le tasse).
‘Capisco’, la ‘rabbia’ del C.A.I. e la stessa rabbia subita illegalmente dai motociclisti, escursionisti, in regola da oltre 30 anni.
La preoccupazione dei sindaci, ‘sono giustificate’ quando, il tutto riguarda:
‘i parchi e le aree protette’ e i motociclisti rispetteranno tali divieti in tali zone.
Pertanto, si riconosce ai sindaci, di prendere validi provvedimenti al divieto di circolazione con valida ordinanza: motivata e decisa dalla giunta comunale nel parco regionale: Corno alle Scale e Montesole.
E con l’apposizione della relativa segnaletica stradale conforme e ai sensi
del Codice della Strada (ai sensi dell’art.37 dello stesso codice).
Cioè: dall’ente proprietario della strada e non dal ‘codice’ : C.A.I.!!!
Infatti, la legge R.E.E.R. non impone, divieti ‘generalizzati’ ma, ribadisce solo quelli già esistenti e sovranormati da previdenti limitazioni: nei parchi e zone protette nei quali già non si poteva transitare pertanto, la legge in questione ‘non e’ pessima’ come sostiene il C.A.I. o si vuole far credere, ma rispettosa verso la legge statale.
“L’?Italia e’ una sola e non siamo nel medioevo’.
Le altre regioni si dovranno adeguare, pure loro, all’art.16 della Costituzione Italiana, che tanto e costata e ci costa tanto tutt’ora.
Vorrei precisare che tutto il territorio nazionale non può e non potrà mai essere o diventare un ‘parco’ per il solo benessere del C.A.I. o degli ambientalisti che per costoro nulla si può fare e pure toccare e i signori sindaci lo sanno bene.
Perciò,  per concludere (scusate la polemica), ‘i sindaci’ e il C.A.I. regionale, del nostro Appennino bolognese, terra tanto amata dai motociclisti in regola, stiano tranquilli in quanto, assolutamente, non succederà nulla di grave, mai.
C’e’ solo bisogno di ‘legalità in movimento ’ (ripeto).
Tanto dovevo al C.A.I.

Giuseppe Bonantini

Il tema, portato all’attenzione generale da Giuseppe Bonantini, sulla circolazione ‘libera' in Appennino dei mezzi motorizzati ha riscosso apprezzamento, apprensione e ancor più allarmismo.
Al di là della questione legale, in molti ci hanno chiesto chiarimenti soprattutto all’ombra del fatto che i Comuni si stanno proponendo un programma di declassamento delle strade vicinali a ‘ rete sentieristica ’ (Monte San Pietro lo avrebbe già fatto) . Ciò consente agli enti di defilarsi dall’impegno del 30 % sul costo di manutenzione di queste strade, il cui onere per il mantenimento ricadrebbe così interamente a carico dei frontisti. Il timore di questi ultimi è quello di dover subire un passaggio di mezzi meccanici, a volte impattante, soprattutto se il loro numero è elevato e in più di doversi sobbarcare l’onere del mantenimento per la fruibilità delle strade messa in continua incertezza dal transito di cross e altri mezzi.
Inutile dire che costoro ne ricavano la spiacevole impressione di finire ‘becchi e bastonati’.
Chiarimenti di chi ha un ruolo attivo su tutta la procedura sarebbero da molti apprezzati.

9 commenti:

  1. Dopo questa illuminante relazione, tanto abbondante di "solo", la cosa più gusta da farsi sarebbe quella di andare tutti ad iscriversi al CAI.
    La ragione è evidente.

    Da un lato c'è la prepotenza di chi vuole distruggere ( distruggere e non transitare come dice questo signore) i nostri boschi e i suoi sentieri.

    Dall'altro c'è chi volontariamente con il suo gratuito lavoro apre, manutenziona e mantiene segnalati sentieri e percorsi che vengono gratuitamente messi a disposizione di tutti, alla sola condizione che se ne abbia rispetto e li conservi perchè possano essere fruiti e goduti da tutti.

    La scelta perciò è quanto mai facile e il semplice buon senso dovrebbe suggerire anche alle Istituzioni a cominciare dalla Regione di tenerne conto e valutare questi aspetti nel momento in cui legiferano.

    Se i Comuni appenninici non comprendono il valore del loro territorio e lo lasciano deturpare tanto gravemente,( e ingiustificatamente) rischiano di tagliare il ramo sul quale sono seduti.

    RispondiElimina
  2. Secondo questo portavoce dei crossisti “l’uso dei sentieri o mulattiere ai veicoli a motore, […] è regolamentata solo dalla legge primaria dello Stato, cioe’: il nuovo Codice della Strada (Decreto legislativo n.285/1992)”.
    Può darsi che sia vero, però ho visto che in questo decreto (n. 285) non ci sono indicazioni di alcun tipo circa la velocità permessa, o il modo di condurre i mezzi in tali sentieri per garantire la sicurezza dei pedoni o di altri mezzi. Per esempio, se un Quad investe un pedone, è il pedone ad essere di ostacolo, oppure è il mezzo motorizzato che è fuori posto?
    Queste considerazioni mi fanno pensare che l’affermazione del portavoce sopra citato sia priva di fondamento.
    Sono più portato a credere che non vi siano regolamenti che consentano in alcun modo la circolazione di mezzi nei sentieri. Sentieri che spesso sono talmente impervi da rendere la circolazione difficile anche per i pedoni.
    Non ci sono regolamenti perché sarebbe impossibile farli e renderli compatibili con la sicurezza.

    I mezzi motorizzati di cui si parla sono potenti, e disegnati per le gare in piste opportunamente attrezzate. Si parla di Quad e di Moto da Cross o da Regolarità o da Trial, che sono in grado di arrampicarsi sui sentieri più impervi, e nel farlo ovviamente scavano profonde buche sui sentieri. Sentieri che in gran parte sono già trasformati in fosse o corsi d’aqua, perché in montagna l’evoluzione del degrado ha un andamento a spirale: una volta innescato diventa difficile arrestarlo.

    Io capisco che per chi ama questo sport sia difficile rinunciare a praticarlo in libertà, senza confini e senza limiti. Però purtroppo il nostro territorio non dispone di spazi sconfinati, ed i pericoli, e i danni, interessano tutti quanti. Nessuno può affermare “faccio quello che mi pare, perché sono libero”.
    Magari fosse così. In realtà la nostra libertà finisce dove l’interesse collettivo prende il sopravvento, e la sicurezza delle persone è una priorità, sancita fra l’altro dall’art. 16 della costituzione che viene citata proprio dal portavoce dei crossisti!

    Quello che è successo con la nuova legge regionale (ho avuto l’informazione da fonte autorevole) è che quando la Regione stava per approvare una legge piuttosto restrittiva, che non avrebbe permesso alcuna circolazione di Quad o Motocross o Trial, sono intervenute le lobbies dei ristoratori, specialmente quelli del parmense e piacentino, che hanno potuto strappare uno stravolgimento rispetto all’impostazione iniziale.
    Ancora una volta quindi, si è dimostrato che i politici regionali hanno qualità inversamente proporzionali allo stipendio che si sono dati.
    stefano muratori

    RispondiElimina
  3. E' molto interessante il commento sul declassamento delle strade vicinali da parte dei comuni, con passaggio degli obblighi di manutenzione a carico dei frontisti. Chi sa qualcosa di preciso sull'argomento sara' molto apprezzato!

    RispondiElimina
  4. Da questo punto è assai positivo che i comuni, finalmente con bilanci più stringati, non si possano più accollare le spese di manutenzione di strade e mulattiere così pesantemente rovinate dall'azione meccanica assai aggressiva dei fuoristradisti a motore.

    Così si avvia un virtuoso conflitto di interessi nel quale verranno coinvolti attivamente anche i proprietari e i frontisti nella lotta a questa rovina più o meno legale del territorio.

    In un paese così patologicamente sovrantropizzato e con spazi strettissimi non si può prescindere da stili di vita che impattino su ambiente e sulle persone il meno possibile.

    Del resto parmense e piacentino sono più sottoposte alle migrazioni delle masse umane lombarde che dopo aver costipato a scatola di sardine e rovinato gran parte della Lombardia vanno a predare e devastare i territori limitrofi.

    RispondiElimina
  5. semplicemente nn ho parole "urbane" per definire questo intervento

    RispondiElimina
  6. Egregi signori STEFANO,CESARE, E DANTE
    SCUSATE DEL DISTURBO ARRECATO ALLA VOSTRA SENSIBILITÀ CONTRARIA.
    MI SEMBRA CHE USCIATE SEMPRE DAL SEMINATO
    STIAMO PARLANDO DI UNA LEGGE STATALE
    IL CODICE DELLA STRADA
    CHE REGOLAMENTA LA CIRCOLAZIONE DEI PEDONI
    DEI VEICOLI A MOTORE E DEGLI ANIMALI DA SOMA
    SU TUTTE LE STRADE ANCHE A FONDO NATURALE
    CON MOTOCICLI , QUAD , E 4 x 4 OMOLOGATI E IMMATRICOLATI E PURE ASSICURATI R . C. A.
    LA NORMATIVA STATALE PREVEDE , COMPORTAMENTI, DIVIETI , E OBBLIGHI A TUTTI
    GLI UTENTI COMPRESI I PEDONI.
    ESISTANO PURE LE SANZIONI PECUNIARIE.
    CIOÈ : LA MIA AFFERMAZIONE NON È PRIVA DI
    FONDAMENTO COME SI VUOLE FAR CREDERE

    TUTTO IL RESTO E ARIA FRITTA

    RESTATE SUL TEMA DELLA LEGGE STATALE

    CORDIALMENTE. , GIUSEPPE BONANTINI

    RispondiElimina
  7. Inviterei il Bonantini a trascorrere una giornata, armato di pala e zappetta, con i volontari che effettuano la manutenzione della rete sentieristica.
    Enrico Neri

    RispondiElimina
  8. Grazie NERI PER L INVITO
    RICORDO CHE SONO NATO NEL 1945 68 anni
    Assieme agli amici del MOTO CLUB COLLINA
    PER 50 ANNI HO USATO ZAPPA E PICCONE IN QUEL DI MEDELANA,LUMINASIO,MONTASICO,MALFOLLE
    E VEDEGHETO E SICCOME PENSO CHE BASTI
    OGGI ESISTE IL MIO RICAMBIO CHE SONO IL :
    GRUPPO ENDURISTI BOLOGNESI RICONOSCIUTO
    LEGALMENTE DAL COMUNE DI MARZABOTTO E CHE
    PER MERITO LORO TUTTI GLI ESCURSIONISTI
    POSSONO ANCORA TRANSITARE A MEDELANA E
    DINTORNI E SICURAMENTE PER IL CAI NON BASTA AUGURO AL SIG. NERI BUONA ZAPPATA
    GIUSEPPE BONANTINI
    VOLONTARIO DI PROTEZIONE CIVILE

    RispondiElimina
  9. Caro Bonantini volontario 68enne di protezione civile, mi intristisce la mancanza di buonsenso nelle persone; continui pure nel rispetto delle normative a praticare tutte le sue impattanti attività. Ci mancherebbe....
    Enrico Neri

    RispondiElimina