giovedì 27 gennaio 2011

Slitta e ciaspole con Tomba.







Si amplia il ventaglio di offerte per gli amanti delle nevi che coprono il Corno alle Scale. Da oggi si potrà fare una gita sulla slitta trainata dai cani e si potrà, in alternativa, indossare le ciaspole e partecipare a una delle tante escursioni fra i sentieri e le cime innevate per conoscere la ricchezza ambientale del Corno. Esperti guideranno i partecipanti lungo i sentieri più interessanti, sicuri e ricchi di fauna selvatica. Le ciaspole consentono al piede di non sprofondare nella neve e rendono la camminata poco faticosa. Fra le proposte più allettanti quelle delle ‘notti di luna piena’ quando le escursioni saranno notturne per poter osservare i movimenti degli animali nel loro peregrinare alla ricerca del cibo e, se la sorte sarà benigna, osservare i lupi nei loro tragitti di caccia. Il giro inaugurale della slitta trainata dai cani ha avuto come protagonista Alberto Tomba quale testimonial dell’Appennino ‘emiliano romagnolo’. Per il campione, arrivato sulla pista ‘di casa’, è stata anche una rimpatriata. Al Corno infatti Alberto si è formato e al Corno si è allenato negli ultimi anni della sua lunga carriera sportiva che lo ha visto primeggiare per 12 anni sotto la direzione di Flavio Roda prima e Gustavo Toeni poi. Tomba ha poi subito raggiunto i cani al guinzaglio in attesa di essere ‘attaccati’ alla slitta quasi a voler sottolineare che i veri protagonisti erano loro. Li ha accarezzati a lungo ricordando ‘Jucon’ il suo husky bianco che è morto ormai vecchio e cieco. “Ai cani si vuole bene”, ha commentato Alberto. “Ti sono vicini e soffrono con te e tu con loro. Quando ti lasciano è un grande dolore”. Poi si è intrattenuto a lungo a chiacchierare a 360 gradi. Ha sottolineato come sarebbe opportuno un collegamento più diretto dalla città al Corno con una viabilità migliore dell’attuale e a chi gli ha chiesto se le nevi dell’Appennino sono adatte a preparare campioni come lui nelle specialità alpine, ha risposto: “Certo che sì. Siamo tre a due per l’Appennino”, riferendosi ai campioni: Zeno Colò, lui stesso e ora anche Giuliano Razzoli. “Le Alpi hanno Toeni e Gross”. Chi poi lo portato a parlare della squadra italiana di sci e ha fatto notare che è molto criticata ha avuto una rassicurazione: “Non si può sempre vincere. In molti hanno però buoni piazzamenti. Presto verranno anche i risultati”.

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