lunedì 6 dicembre 2010

Il 'Club dei Vedovi Neri', un gruppo emergente nel panorama della musica.


Sono al secondo CD, che uscirà nei primi giorni della prossima primavera. Sono amici e uniti non sola dalla musica, ma anche dall’amore per il vino. “Non per ubriacarci”, precisano, “ma per godere di ciò che la bravura dell’uomo sa cogliere dalla terra. Il vino serve a profumare il palato e a valorizzare il cibo” sottolineano. Accanto alla loro sala prove a Sasso Marconi c’è anche la cantina, corredata non di quantità di vino, ma di bottiglie con etichetti di pregio. Gli amanti della musica e del vino sono, Pietro Zanini di Sasso Marconi, Claudio Brizi anch’egli sassese ma con origini marchigiane e Francesco Casarini milanese, cui non dispiacerebbe però la cittadinanza sassese. La loro formazione musicale si chiama ‘Club Dei Vedovi Neri. “Il nome non è casuale” precisano, “ma ispirato dall’omonimo club uscito dalla invidiabile fantasia dello scrittore Asimov. La sua creatività ci ha affascinati”. Nella loro biografia si legge: “Il Club Dei Vedovi Neri nasce dall'incontro tra Claudio Brizi, polistrumentista marchigiano bolognese di adozione e Francesco Casarini, cantautore milanese, due musicisti accomunati dal desiderio di dare un suono a racconti di umore scuro. La ripresa della tradizione delle murder ballad, forma cara al folclore prima inglese e poi americano, incontra un approccio acustico e intimo che vuole essere colonna sonora delle storie che si raccontano nei brani affrontati dai musicisti. La veste musicale si colloca tra una chiara matrice tradizionale, e una vena più pop, nel rispetto delle personalità dei musicisti coinvolti, autori della stesura e dell'arrangiamento dei brani e della produzione artistica. La parte più istintuale che è propria della creatività, abbraccia il metodo. L’arrivo di Pietro Zanini al basso non ha fatto altro che migliorare le cose, portando un tocco di esperienza a quello che facevamo. Il prossimo disco sarà ancora più vario, con musicisti noti nel panorama italiano”.


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