domenica 26 settembre 2010

Leo ha trovato casa a Brento


Leo, il leoncino sequestrato dalla Guardia Forestale ai trafficanti di animali e trasferito al Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica di Monte Adone, ha ritrovato la giocosa serenità del ‘cucciolo di leone’. Al centro che lo ospita, guardato con le dovute attenzioni e tutele dai volontari, gioca con la palla e si sta tentando di avvicinarlo ai suoi simili per fare ‘branco e ballotta’. Il fotografo e volontario Leray Guillaume ne documenta i miglioramenti. “Leo”, ha chiarito Mirca Negrini responsabile del Centro di Monte Adone, “ ha avuto prima una sistemazione provvisoria dove, grazie a un accesso esterno raggiungibile poteva essere osservato e quindi controllato per l’intera giornata di ventiquattro ore. Dopo che si è acclimatato e ambientato abbiamo provato ad inserirlo con molta gradualità e attenzione nelle ampie aeree che abbiamo predisposto per ospitare i leoni che già da tempo vivono nel centro. Il leone è un animale sociale e deve poter interagire con i suoi simili,” ha poi precisato Elisa Berti che con la mamma Mirca segue il centro. “ Per sapere del pieno successo del suo inserimento con gli altri leoni dovremo attendere. E’ troppo presto per darne una valutazione anche se sono trascorsi ormai 10 giorni dall’arrivo di Leo. Si è ambientato molto bene, è vivace, gioca e mangia con grande appetito” ha poi aggiunto. “Siamo molto orgogliosi di poter dire che Leo, dopo uniniziale diffidenza e un inevitabile timore, oggi riconosce e cerca molto Sissi, la nostra leonessa più anziana. Proprio questa mattina si è avvicinato a Sissi senza paura e lei, attraverso la rete, gli ha leccato il naso. I risultati di questi primi giorni sono molto superiori alle nostre aspettative”. ha concluso. Leo, è stato sequestrato lo scorso luglio a Palmanova di Udine, proveniente dai paesi dell’Est e importato perché divenisse l’attrazione di un circo o il pupazzo di un fotografo per attrarre clienti. Prima di trovare casa a Monte Adone, era stato affidato per urgenza al Centro Recupero Fauna della Provincia di Gorizia, guidato da Damiano Baradel, dove è stato accudito con molta cura. Il Magistrato ha poi deciso di trasferirlo al Centro di Monte Adone perché idoneo ad accogliere fauna pericolosa e a guidarlo nella crescita giudicato così anche dal Corpo Forestale dello Stato. Il centro di Sasso Marconi già ospita tanti animali, tra cui molti felini che gli sono stati affidati dallo Stato perché sottoposti a misure di tutela. Leo è il settimo cucciolo di felino che nell’arco di un anno è stato introdotto in Italia da trafficanti dell’est europeo per essere utilizzato illecitamente da circhi o per mostre viaggianti o per corredare servizi fotografici.



Il Centro Recupero Fauna Selvatica è nato nel 1989 per iniziativa di Rudi Berti, della sua famiglia e di un piccolo gruppo di volontari. La finalità era quella di dare un punto organizzativo per il recupero degli animali in difficoltà, feriti, dispersi, abbandonati, di cui cresceva continuamente il numero. Rudi Berti, fin da allora, garantì un pronto intervento creando un'unità di emergenza per la fauna autoctona dell'Appennino Tosco-Emiliano. Nel 1989 iniziò la storia del rapporto con la fauna esotica e con la detenzione di animali pericolosi che vide il Centro di Rudi Berti primo in Italia a impegnarsi per il recupero di animali originari di altri paesi, importati per lo più illegalmente. Nel 1994 si arrivò alla fondazione dell'Associazione Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica - Monte Adone che si proponeva come punto di riferimento stabile per cittadini, enti pubblici, forze di polizia e vigili del fuoco, per l'intervento di emergenza in aiuto degli animali selvatici ed esotici in difficoltà e per l'eventuale loro ricovero. Il Centro ha sede alle falde del Monte Adone in una tenuta agricola immersa nel verde dell'Oasi naturale del Contrafforte Pliocenico. Garantisce il servizio di pronto intervento di emergenza che è attivo 24 ore su 24. Ora il centro ospita mediamente 300 esemplari di animali fra autoctoni ed esotici. Gli ospiti vengono accuditi da una decina di volontari coordinati da Elisa, Rudi e Mirca Berti. Il 3 settembre è stato aperto il bando nazionale per la selezione dei volontari di servizio civile che intendono aderire al progetto di Monte Adone. Per informazioni, tel 051 847600 oppure www.centrotutelafauna.org

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