sabato 13 marzo 2010

Solidarietà a tutto campo


A Marzabotto la solidarietà è soprattutto ‘femmina’. Gli otto fratelli Passini, sette sorelle e un solo maschio, hanno infatti deciso di adottare il principio ‘Non regali, ma opere di bene’. La prima a dare seguito alla scelta è stata Iside che, in occasione del suo settantasettesimo compleanno, ha chiesto ai sette fratelli di non farle dei regali, ma di accumulare la cifra che ognuno aveva destinato alla ricorrenza in un unico gruzzoletto che sarebbe poi stato destinato a ‘bambini’ bisognosi. I sette fratelli, Anna, Maria, Pietro, Renata, Franca, Marisa e Francesca, hanno colto l’invito con entusiasmo e poco dopo la somma raccolta è stata depositata alla Pubblica Assistenza che la utilizzerà in Uganda, dove è impegnata a supportare una scuola che ospita oltre duemila orfani di guerra e che è sostenuta dalle sole offerte che Padre John, il sacerdote che ha fondato il centro di raccolta dei ragazzi rimasti soli, raccoglie in giro per l’Europa. Fra i punti di raccolta del sacerdote c’è anche la parrocchia di Sasso Marconi. La Pubblica Assistenza, dopo un sopralluogo di esperti dell’associazione direttamente sul posto per valutare ciò che era necessario fare e ciò che la Pubblica era in grado di fornire, sta valutando la possibilità di fornire al centro ugandese materiale sanitario e una autoambulanza. Al momento manda a padre John fondi per i materiali didattici.

“Non ho bisogno di niente. Ho tutto ciò che mi serve. I regali risultano sempre essere uno spreco,” spiega Iside a chi le chiede le motivazioni del suo gesto. E lo spiega come fosse una logica conseguenza, non un merito. “Perché sciupare quando c’è chi ha bisogno?”, pare voglia dire. Poi Iside racconta la sua storia. Più grande degli otto fratelli è stata praticamente il braccio destro della madre, Arduina. E ancora spiega nel modo più semplice che non poteva essere altrimenti. “Cosa volete, con un figlio dietro l’altro non poteva non contare su di me. Fra me e la mia prima sorella c’è la differenza di sei anni”. Poi racconta ancora la sua vita: “Abitavamo sul Monte di Vignola. Mio padre Lino faceva il mercante e io sono sempre ‘andata dietro’ alle pecore”, precisa, a significare che lei sa il valore del denaro e che per questo non va sciupato. A ogni compleanno gli otto fratelli si ritrovano sempre insieme per un pranzo in famiglia e ogni volta è ‘concerto a quattordici mani di pietanze e di primi piatti’. Pietro, l’unico maschio, è molto invidiato.

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