giovedì 26 novembre 2009

I funerali di Don Giorgio


“Dotato di una naturale socievolezza, ha ricostruito i rapporti tra le persone e ha cercato di riunire ciò che era stato diviso dall’odio”, questa la frase con cui il cardinale Cafarra ha identificato l’operato di don Giorgio Muzzarelli nell’omelia di commiato ai funerali officiati a Pian di Venola dove il sacerdote ha esercito per ben 57 anni il suo ministero. La frase ha certamente peso poiché a Marzabotto il tragico passaggio del secondo conflitto mondiale ha lasciato una lacerazione profonda. “ Ha vissuto nell’eroismo di un nascosto impegno quotidiano e nell’esercizio esemplare di una carità che sa rispondere a tutti i bisogni”. E che don Giorgio avesse raggiunto l’obiettivo del suo apostolato lo ha testimoniato la larga partecipazione ai suoi funerali, gli occhi lucidi di molti e le lacrime asciugate con il dorso della mano di qualche bambino. Erano presenti, con il cardinale, 22 sacerdoti della vallata del Reno e del Setta. Fra coloro che lo ricordano, Simona Benassi e Cinzia Lolli che, dopo aver sottolineato che per anni, quando Pian di Venola era alla vigilia di un boom insediativo, ha utilizzato un garage come edificio religioso, hanno detto: “Ha saputo coinvolgere tutti per la costruzione della nuova chiesa che, grazie alla partecipazione pratica di moltissimi, oggi è una realtà perfettamente corredata da strutture per le attività dei bambini e degli adulti. Non ha chiesto soldi e non ha lasciato debiti”, hanno concluso. Ai funerali era presente Andrea De Maria, che in qualità di sindaco di Marzabotto ha avuto occasione di conoscerlo da vicino e di operare affiancati nella impresa di ottenere la fermata del treno a Pian di Venola: “Penso sia stato uno degli uomini migliori che ho conosciuto. Per lui avevo un profondo affetto”. Il sindaco attuale Romano Franchi ha detto: “Una persona cui tutti hanno voluto bene. Impegnato in campo religioso e in campo civile per la crescita di tutti”. Ma chi ha dato la definizione più sintetica e più precisa è stato Paolo Carboni che, pur abitando a Carviano di Grizzana, è sempre presente a Pian di Venola. Alla domanda di cosa ha fatto don Giorgio ? risponde in un bel dialetto montanaro “L’ha fat (ha fatto)”, indicando il complesso religioso.

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