venerdì 27 febbraio 2009

Cani sequestrati a Pian del Voglio


Sono presso l’allevamento Vignola dei Conti di Alberto Veronesi, i cani sequestrati giovedì scorso sulla A1 dalla Polizia Stradale, perché in parte ‘clandestini’ e trasportati in modo inadeguato. Sono in una bella struttura spaziosa, divisi per razza e scodinzolano festosi all’arrivo di chiunque, quasi si fossero resi conto di essere un ‘un albergo a quattro stelle’, un privilegio che va sottolineato.

Il titolare dell’allevamento, scelto per la qualità del ricovero, ci riceve dopo la visita dei veterinari dell’Ausl che hanno raccolto le feci dei 41 nuovi ospiti per un esame di laboratorio e dopo essersi accertato che la notte di buon sonno ha ridato serenità ai cuccioli reduci da un trasferimento da deportati dalla Romania all’Italia. “Pare siano tutti in uno stato fisico non preoccupante”, si limita a dire con compiacimento.

Per Veronesi l’attenzione per gli animali è un imperativo e lo ha dimostrato con il proprio trascorso. E’ stato il primo in Italia a sostenere l’esame per il titolo di ‘imprenditore agricolo cinotecnico’ e nel 2002 ha fondato l’Associazione allevatori cinotecnici italiani (AACI) con la finalità di promuovere la ‘strutturazione delle opere per l’allevamento’ in modo tale da soddisfare al meglio le esigenze di ogni specie e razza. Il sito dell’associazione ‘il cinofilo.it’ ha 10.000 visite al mese.

“Il buon allevatore deve innanzitutto preoccuparsi del benessere del proprio allevato”, precisa ancora. “Benessere che si ottiene in un modo opportuno per ogni razza. Per una può essere ottimale il ricovero in spazi ristretti, per altre è indispensabile poter scorazzare in spazi larghi. Purtroppo quello degli allevamenti è un settore mal regolato. Regole che vanno invece ricercate con un indirizzo tecnico non ideologico e poi applicate con severità”.

Come spiega l’importazione illegale di animali?

“E’ il frutto del tentativo di poter vendere animali a un prezzo più basso di quello dell’allevatore diligente. In pochi sanno che in Italia ci sono 45 milioni di animali d’affezione e che c’è quindi un potenziale grande mercato che va affrontato in modo imprenditoriale e non amatoriale”.

Alberto alleva cani di razza ‘Corso’: il molosso italiano e il bolognese, che è un batuffolo di lana bianca, un concentrato di scodinzolio e festosità.

L’amico dell’imprenditore, Francesco Indello, aggiunge: “Serve il censimento degli allevatori e la segnalazione, da parte dei sindaci, dei luoghi dove esiste una concentrazioni di cani per le necessarie verifiche e controlli.”

5 commenti:

  1. Il Sig. Indello e Il Sig. Veronesi hanno ragione da vendere, è assolutamente prioritaro che i Sindaci attraverso un'ordinanza ontrollino tutti i siti dove risulti una concentrazione di cani e tutti gli allevatori che non risultino avere autorizzazione Comunale e AUSL,si troveranno difronte migliaia di allevatori AMATORIALI,con tanto di affisso ENCI, ma toalmente sconosciuti al FISCO e ai Medici Veterinari delle AUSL,evasori totali che nessuno controlla e che allevano da anni e anni indisturbati,inflazionando il mercato cinofilo e ostacolando il lavoro degli allevatori onesti, quelli in regola,che proprio a causa di questi AMTORIALI (ABUSIVI)non riescono più a pagare tasse e quant'altro........è emergenza le istituzioni devono sequestrare e chiudere, tutti gli allevatori AMATORIALI che allevano con continuità,che usano siti web per vendere i loro cuccioli,migliaia di loro interpretando a proprio comodo la Legge vigente, pensano di non dover pagare le tasse e di non avere l'obbligo delle necessarie autorizzazioni AUSL, solo perchè producono 30 cuccioli l'anno.....
    questo non è vero, questo danneggia
    chi invece rispetta la Legge e paga le tasse, questo comportamento
    è diventato la regola per migliaia di abusivi AMATORIALI che nulla hanno a che fare con il benessere animale come sembrerebbe trasparire dai loro sti web,tutt'altro dietro a questi bellissimi siti si nascondono evasori che fanno solo
    i loro interessi,vendendo cuccioli e adulti con continuità a prezzi altissimi eludendo ogni controllo
    ed evadendo totalmente tasse,imposte,iva,concessioni ecc.

    Controllarli è semplicissimo, le loro pubblicità sono dappertutto,
    il nostro paese è in crisi,non si può più tollerare questo tipo di allevamento.....non è giusto è uno schiaffo in faccia a chi lavora onestamente!!!!!

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  2. Vero, verissimo, sono anni che si parla di abusivismo cinofilo,l'80%
    degli allevatori è abusivo totale,
    la quasi totalità dei cosidetti amatoriali, sono solo catene di montaggio di cuccioli, quello che viene affermato nei loro siti web è solo la facciata che vogliono mostrare a tutti, non è così, lo dimostra il fatto che se fossero onesti si renderebbero reperibili alle AUSL, invece allevano senza il benchè minimo permesso, guadagnando cifre altissime, eludendo tutto e tutti.
    Mi è capitato di visitare siti web di questi individui, dove sono arrivato a contare oltre 10 cucciolate all'anno per razza, molto spesso allevano 4/5 razze diverse e spesso fanno pensione e addestramento, insomma delle imprese a tutti gli effetti, ma sconosciute al FISCO.
    é assollutamente urgente e prioritario sottoporre tutti gli allevamenti amatoriali ad accertamento fiscle e patrimoniale,
    nonchè a un rigido controllo sanitario, ciò basterebbe a risanare le casse dello stato, oggi più che mai.

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  3. Ho allevato fino a pochi anni fà, poi mi sono ritirato, è impossibile per un'allevatore in regola come lo sono stato io sopravvivere agli AMATORILI, sono troppi......non pagano tasse non pagano nulla,è uno schifo!!!!!
    Ma ha cosa serve la guardia di finanza? a cosa servono i vigili sanitari?
    Multate e chiudete questi evasori.

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  4. Intanto stanno prendendo gli importatori, frà non molto penseranno agli amatoriali, soprattutto adesso che di soldi allo Stato ne servono molti!.!.!.!
    se aspettano ancora un pò a controllarli, è meglio, così quando li prenderanno avranno prodotto più cuccioli e non riusciranno a difendersi....l'aver prodotto almeno 30 cuccioli l'anno per 4/5 anni basta a dimostrare la continuità delle vendite e a multarli per evasione e mancata emissione di ricevuta fiscale, questa è la parte che spetta al fisco.....quando arriveranno forestale e ausl allora li chiuderanno proprio.

    SPERIAMO PRESTO!!!!!


    Aldo

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  5. C'è solo una cosa da fare, controllare a tappeto tutti gli allevamenti di cani presenti in Italia, tutti coloro che risulteranno privi dei permessi necessari, come l'agibilità AUSL, devono èssere sequestrati e sottoposti a controllo fiscale incrociato, tutto ciò è già iniziato, ma procede ancora troppo lentamente!!!!!
    Massimiliano

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