Il capogruppo dell’opposizione a Sasso Marconi critica l’assenza di un
piano organico per la manutenzione del patrimonio comunale: «Strade
dimenticate, cimiteri in degrado e marciapiedi dissestati. Occorre garantire la
funzionalità di ciò che abbiamo».
La manutenzione del patrimonio pubblico rischia di passare in secondo piano rispetto alla realizzazione di nuove opere, spesso destinate a caratterizzare il mandato delle amministrazioni. È questa la lettura della situazione che riguarda numerosi enti pubblici, compreso il Comune di Sasso Marconi, proposta da Stefano Pedrelli ( nella foto), capogruppo dell’opposizione consiliare.
Secondo Pedrelli, si tratta di una logica amministrativa diffusa, che
coinvolgerebbe anche la Città metropolitana di Bologna. A questo proposito, il
capogruppo richiama le considerazioni, circolate in ambienti locali, secondo
cui la realizzazione della rete tranviaria nel capoluogo avrebbe richiesto al
Comune di Bologna, che gestisce anche la Città metropolitana, di destinare al
progetto risorse che avrebbero potuto contribuire alla manutenzione della rete
stradale provinciale, un tempo affidata alla Provincia.
La critica di Pedrelli si concentra soprattutto sulla situazione di Sasso
Marconi e sulle scelte dell’amministrazione comunale. «Si è puntato sulla
realizzazione del Parco fluviale, che interessa circa 30 ettari di terreno, in
gran parte ricadenti in aree a rischio alluvione. Un progetto che richiederà
ogni anno numerosi e impegnativi interventi di manutenzione. Considerato
l’andamento attuale, temo che queste attività non vengano garantite con la
necessaria continuità. Il rischio è che il parco possa essere pienamente
fruibile soltanto per alcuni anni, per poi tornare alle condizioni di
impraticabilità di oggi».
Il capogruppo ricorda di aver sollevato la questione della manutenzione già
all’inizio del mandato amministrativo. «In una delle prime sedute del Consiglio
comunale chiesi quale fosse il piano delle manutenzioni. Mi venne risposto che
non esisteva un programma organico e che si sarebbe intervenuti di volta in
volta, in base alle necessità che si sarebbero presentate».
Una modalità di gestione che, secondo Pedrelli, avrebbe contribuito a
determinare le criticità oggi visibili sul territorio. «Il risultato è sotto
gli occhi di tutti: strade dimenticate, cimiteri in condizioni di degrado e
marciapiedi dissestati. Persino lo skate park, dopo pochi anni
dall’inaugurazione, era stato chiuso per problemi legati alla mancata
manutenzione».
La struttura, ricorda il consigliere, è stata riattivata soltanto grazie a
un recente e consistente finanziamento regionale. Un intervento economico
importante che, a suo giudizio, si sarebbe potuto ridimensionare con una
maggiore attenzione fin dalla comparsa dei primi problemi. «Intervenire
tempestivamente avrebbe consentito di contenere i costi e di mantenere in
funzione una struttura apprezzata, che arricchisce significativamente il Parco
Marconi».
Ma quale dovrebbe essere, dunque, la strada da seguire? Per Pedrelli, il
Parco fluviale rappresenta uno degli aspetti più critici delle scelte compiute
dall’amministrazione comunale.
«A mio avviso, il progetto costituisce una delle maggiori criticità
dell’azione amministrativa. La sua realizzazione potrebbe essere stata dettata
anche dalla volontà della Giunta di caratterizzare il proprio mandato, potendo
rivendicare un ampliamento del patrimonio pubblico».
Una strategia che, secondo il capogruppo dell’opposizione, dovrebbe
lasciare spazio a una diversa scala di priorità: «È necessario garantire
innanzitutto la funzionalità di ciò che il Comune già possiede, e che è molto
più di quanto i cittadini conoscano o sappiano di poter utilizzare. Esiste un
patrimonio pubblico che, in diversi casi, rimane poco accessibile o
inutilizzabile proprio per la mancanza di adeguati interventi manutentivi».
Il messaggio di Pedrelli è quindi un invito a ripensare le priorità della
gestione amministrativa: prima di aggiungere nuove opere, occorre preservare
quelle esistenti, programmando gli interventi nel tempo e assicurando ai
cittadini strutture e spazi pubblici efficienti, sicuri e realmente fruibili.

Questa Giunta ha caratterizzato il proprio mandato con la mancata realizzazione della scuola nell'area ex-Metalplast !
RispondiEliminaOnestamente da genitore e da contribuente sono contento che non sia andato in porto il progetto. Una scuola che nel 2026 non prevede una palestra, è un progetto nato handicappato. Non era ben chiaro neanche la presenza di mense e post scuola... So che il prestigio di una scuola nuova era impagabile Ma secondo me quando un progetto deve migliorare la vita del paese deve cercare di migliorarla in toto. Stante questo mi auguro veramente che il polo scolastico abbia un futuro davanti.
EliminaRiguarda i parchi quelli quelli presenti ora sono territori di conquista da parte di loschi individui e gestiti malissimo. Non sono illuminati di sera quindi impraticabili da persone normali. Non oso immaginare la fauna presente in futuro in quello fluviale
Purtroppo il fallimento dei lavori nell'area ex-Metalplast era scontata.
EliminaQuesto, ha portato diversi disagi ai cittadini che abitano nelle vie adiacenti (Via Matteotti, Viale Verde, Via Gramsci).
La recinzione del campo adiacente al cimitero, porta via l'ennesimo spazio per il parcheggio.
Le vie in questione, sono in forte sofferenza da anni, non mitigate da un "parcheggino" a tempo .
Fra due settimane ci sarà anche la tartufesta con annesso parcheggio selvaggio.
Perchè non si può riaprire interamente la zona ex-Metalplast?
Il capogruppo di opposizione Pedrelli ha ragioni da vendere. Ha messo il dito sul nervo scoperto! E' tempo che le amministrazioni locali, nessuna esclusa, cambino paradigma durante l'esercizio dei propri mandati. Voglio dire che le risorse, sempre scarse, devono essere impiegate per mantenere l'esistente e non per rifare ciò che è diventato vecchio e decrepito a causa della negligenza o peggio della totale mancanza di buone e sane manutenzioni programmate! Non serve, per esempio, farsi belli con nuove piste ciclabili quando quelle passate sono diventate quasi impraticabili. Magari solo per farsi fare uno scatto fotografico in occasione di un taglio del nastro! Chiaro?
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