L’attribuzione della
cittadinanza onoraria a Francesca Albanese ha avuto una forte eco a Marzabotto
e raccolto il convinto sostegno di numerosi cittadini, che non hanno mancato di
sottolineare, con la loro partecipazione alla cerimonia di consegna, il
consenso e l’entusiasmo per la decisione dell’amministrazione comunale, passata
senza indugi dalle parole ai fatti, mentre altrove si continua a discutere e a
prendere tempo.
L’incontro di ieri sera ha fatto registrare momenti di forte
partecipazione, con prolungati applausi, standing ovation e manifestazioni di
approvazione che, in alcuni momenti, hanno assunto toni vicini al “tifo da
stadio”.
Come in ogni confronto pubblico, non è mancata però anche una voce di
dissenso, quella del consigliere comunale di Forza Italia Morris Battistini,
che ha espresso la propria contrarietà alla cittadinanza onoraria. Una
posizione che ha suscitato una decisa reazione da parte di una parte della
platea, con contestazioni che, secondo il consigliere, sarebbero arrivate fino
all’insulto personale.
Battistini ha affidato le proprie considerazioni a un lungo comunicato dal
titolo “Marzabotto, una serata che racconta quanto sia difficile accettare
il dissenso”, nel quale racconta la propria esperienza.
“Ho votato contro la
cittadinanza ad Albanese e ieri sera ho avuto la conferma delle mie ragioni. Il
dissenso è stato sommerso da fischi, insulti e urla. Questa non è la democrazia
che Marzabotto dovrebbe rappresentare”.
Di seguito il testo del suo intervento.
Ieri sera al Teatro comunale di Marzabotto non è andata in scena soltanto
la presentazione di un libro e la consegna di una cittadinanza onoraria. È
andato in scena, a mio giudizio, qualcosa di molto più significativo: la
difficoltà, ancora una volta, di una certa parte del mondo politico e culturale
di accettare che qualcuno possa avere un’opinione diversa.
Il teatro era gremito. Per quasi due ore si sono susseguiti interventi,
applausi, standing ovation e cori in favore di Francesca Albanese. Nulla di
scandaloso, sia chiaro: chiunque ha il diritto di esprimere il proprio sostegno
a una persona e alle sue idee.
Il problema nasce quando quel diritto sembra valere soltanto per chi
applaude.
Quando è arrivato il momento degli interventi, mi sono alzato e ho detto
chi sono: capogruppo di Forza Italia e persona che, con convinzione, ha votato
contro la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese.
E ho rivendicato quella scelta.
Ho spiegato che, dopo aver letto i suoi libri, seguito i suoi interventi e
approfondito le sue posizioni, la mia convinzione non solo non è cambiata, ma
si è ulteriormente rafforzata: ritengo che Francesca Albanese non rappresenti
la storia, la sensibilità e i valori che Marzabotto dovrebbe esprimere
attraverso una cittadinanza onoraria.
Ho ricordato una scelta che considero profondamente significativa della
storia amministrativa del nostro Comune: nel 2019, su mia proposta, il
Consiglio comunale conferì la cittadinanza onoraria a Liliana Segre.
E proprio Liliana Segre è stata protagonista di un duro confronto pubblico
con Francesca Albanese sul tema del genocidio e della guerra a Gaza. Un
confronto nel quale Albanese ha successivamente utilizzato, nei confronti della
senatrice a vita, espressioni relative alla sua lucidità nel valutare la
questione.
Ho quindi posto ad Albanese alcune domande molto semplici.
Hamas va condannato senza se e senza ma? Gli attacchi del 7 ottobre vanno
condannati senza ambiguità? Il diritto internazionale vale per tutti, oppure
soltanto quando viene invocato contro Israele? I diritti umani sono universali
oppure dipendono dal popolo che li rivendica? La parola “genocidio” può essere
utilizzata soltanto per descrivere le responsabilità attribuite a Israele o
deve essere affrontata con lo stesso rigore di fronte a qualsiasi attore? E
ancora: la soluzione dei due popoli e dei due Stati rappresenta una prospettiva
da sostenere?
Domande che, almeno secondo quanto ho potuto constatare direttamente ieri
sera, non hanno ricevuto una risposta puntuale.
La risposta che ho ricevuto è stata invece, a mio giudizio, politica e
personale.
Albanese ha contestato le mie parole, ha sostenuto che non avrei avuto
pudore nel formulare determinate accuse e mi ha invitato a vergognarmi di ciò
che stavo dicendo. Nel corso della replica, secondo quanto ho vissuto
direttamente, ha inoltre imitato la mia voce e alcuni miei gesti, suscitando
l’ilarità e l’applauso di una parte consistente della sala.
E qui arriviamo al punto.
Perché quando una platea applaude Francesca Albanese è democrazia, mentre
quando un consigliere comunale esprime una posizione diversa diventa
improvvisamente un problema?
Durante il mio intervento sono partiti fischi, urla e insulti. Mi sono
sentito dire di andare a casa, di vergognarmi e sono stato apostrofato con
epiteti che non considero degni di un confronto politico e istituzionale.
A un certo punto è dovuta intervenire la sindaca Valentina Cuppi per
cercare di riportare la situazione alla calma e consentirmi di proseguire.
E io l’ho detto chiaramente alla stessa Albanese: quella platea era, in
quel momento, la sua platea.
Una platea che aveva applaudito per decine di minuti, che aveva accolto la
sua presenza con entusiasmo e che, non appena è comparsa una voce critica, ha
reagito con fischi e insulti.
Se questo è il modo in cui intendiamo il confronto democratico, allora
abbiamo un problema.
Io continuerò a difendere il diritto al dissenso.
Anzi, lo rivendico con orgoglio.
Perché il dissenso non è odio. Il dissenso non è fascismo. Il dissenso non
è ignoranza. Il dissenso non è un tentativo di “cercare i riflettori”.
Il dissenso è democrazia.
E proprio per questo ho contestato anche quello che ho percepito come un
uso politico della serata: una cittadinanza onoraria consegnata nello stesso
momento in cui veniva presentato il libro di Albanese.
La domanda che pongo è semplice: era una cerimonia istituzionale o la
presentazione di un libro?
Perché, se si trattava di una cerimonia istituzionale, allora avrei
preferito un confronto istituzionale.
Se invece si trattava della presentazione di un libro, allora non comprendo
perché fosse necessario utilizzare la cornice della cittadinanza onoraria.
E poi c’è un’altra questione.
In questi giorni è esplosa una polemica sulle immagini che ritraggono
Francesca Albanese con capi di marchi come Loro Piana e Celine, brand finiti
nel dibattito pubblico proprio per i loro presunti legami economici con
ambienti contestati dal movimento pro-Palestina. La stampa ha raccontato la
vicenda, chiarendo anche che i due marchi non risultano nella lista ufficiale
BDS.
Io le ho semplicemente chiesto se gli abiti che indossava fossero Loro
Piana o Celine.
Non ho ricevuto una risposta precisa sui marchi. Mi è stato risposto che
erano “i suoi abiti”.
Anche in questo caso, una domanda semplice avrebbe meritato una risposta
semplice.
Non mi interessa sapere quanto costino i vestiti di Francesca Albanese. Mi
interessa la coerenza tra ciò che si predica e ciò che si pratica.
Perché, se si chiede agli altri di boicottare determinati marchi, allora è
legittimo domandare perché quegli stessi marchi compaiano nelle proprie
fotografie.
La coerenza, in politica come nella vita, non dovrebbe essere un optional.
A un certo punto, durante il confronto, la sindaca Cuppi — sempre secondo
quanto ho vissuto direttamente — è intervenuta per contestare le mie
affermazioni e, mentre insistevo nel chiedere una risposta, mi ha rivolto
un’espressione volgare.
Se un sindaco arriva a questo livello nel corso di una manifestazione
pubblica, penso che ci sia qualcosa su cui riflettere.
Io non pretendo che Francesca Albanese condivida le mie idee.
Non pretendo che Valentina Cuppi condivida le mie idee.
Non pretendo che il pubblico applaudisse me.
Pretendo però una cosa molto più semplice: che mi venga consentito di
parlare.
E pretendo che le domande vengano affrontate nel merito.
Non ho chiesto a Francesca Albanese di pensarla come me. Le ho chiesto di
rispondere.
Ho chiesto una condanna netta di Hamas e del 7 ottobre. Ho chiesto se il
diritto internazionale debba valere per tutti. Ho chiesto se i diritti umani
siano universali. Ho chiesto se la soluzione dei due popoli e dei due Stati sia
una prospettiva da sostenere. Ho chiesto quale sia il criterio con cui viene
utilizzato il termine “genocidio”.
Non considero queste domande estremiste.
Le considero domande necessarie.
E non accetto che chi le pone venga insultato o ridicolizzato.
Marzabotto è un luogo della memoria. Proprio per questo dovrebbe essere
anche un luogo nel quale la libertà di pensiero e il confronto democratico
vengono difesi con particolare forza.
La memoria non può diventare una clava politica.
La storia di Marzabotto appartiene a tutti gli italiani, non a una parte
politica.
E proprio perché sappiamo quanto possa essere pericolosa l’idea che esista
una sola verità autorizzata, dovremmo essere i primi a difendere il diritto di
chi non è d’accordo.
C’è poi un ultimo episodio che ritengo politicamente significativo.
Al termine della serata ho raccontato sui miei canali social quanto
accaduto e la mia sorpresa per il comportamento di Laura Di Maio, ex consigliera
del gruppo di centrodestra Forza Italia, oggi nel gruppo Misto.
Di Maio aveva votato contro la cittadinanza onoraria ad Albanese. Ieri
sera, dopo averla ascoltata, ha invece applaudito e si è avvicinata
personalmente ad Albanese per dirle di aver cambiato idea e di aver iniziato a
stimarla.
È una scelta che rispetto sul piano personale.
Ma politicamente la considero emblematica.
Perché una cosa è cambiare idea dopo aver ascoltato una persona: è
legittimo.
Un’altra cosa è sostenere una posizione politica all’interno di un gruppo e
poi, una volta usciti da quel gruppo, assumere una posizione completamente
diversa.
Io invece rivendico la coerenza della mia posizione.
Ho votato contro quella cittadinanza e ieri sera, dopo aver ascoltato
Francesca Albanese direttamente, sono uscito dal teatro ancora più convinto di
quel voto.
Non ho cambiato idea per convenienza.
Non ho cambiato idea per applausi.
Non ho cambiato idea per paura dei fischi.
E soprattutto non ho intenzione di cambiare idea perché una sala intera
urla contro di me.
Sono e rimango orgogliosamente di Forza Italia perché credo in un
centrodestra liberale, moderato, europeo e profondamente ancorato ai valori
della democrazia occidentale.
Ed è proprio per questo che considero la scelta di Laura Di Maio di uscire
dal gruppo Voce per Marzabotto - Forza Italia una sua scelta personale e
politica, che rispetto, ma che non rappresenta in alcun modo la posizione di
Forza Italia e, soprattutto, non rappresenta il mio modo di intendere l’impegno
politico.
Ieri sera a Marzabotto non ho perso la voce.
Ho semplicemente scelto di usarla.
E continuerò a farlo.
Perché una democrazia nella quale tutti applaudono è una platea.
Una democrazia nella quale qualcuno può alzarsi, dissentire, essere
contestato e continuare comunque a parlare è una democrazia vera.
Ed è quella democrazia che continuerò a difendere.
Ho mantenuto il tono giornalistico ma ho evitato di trasformare in fatti accertati le accuse e le ricostruzioni contenute nel comunicato di Battistini, lasciandole esplicitamente nella sua prospettiva (“a mio giudizio”, “secondo quanto ho vissuto direttamente”).
Ero presente e posso testimoniare che il sig. Battistini ieri sera l'ha davvero fatta fuori dal vaso. Glielo hanno detto in quasi 500 persone e speravo che anche una persona molto pieno di se ma che pretende di svolgere un ruolo pubblico, né avesse preso atto.
RispondiEliminaVedo che non è così è a nulla vale che oltre ad essere oramai isolato nella comunità marzabottese lo sia oggi anche nel consiglio comunale, abbandonato da chi seppur tardivamente ha dovuto prendere atto del ruolo nefasto e distruttivo per il tessuto sociale locale che rappresenta questo soggetto.
Il pensiero unico perbenista dominante vi sta consumando i cervelli
EliminaBen che vada questo commento l'ha scritto l'albanese direttamente 🤣
EliminaIl ruolo nefasto e' distruttivo e' quello della sinistra da Sempre...Siete penosi
EliminaIl " farla fuori dal vaso " cosa vorrebbe dire esattamente...non conformarsi ad un irritante buonismo di facciata?
EliminaPeccato che in teatro ci stiamo al massimo 200 persone.
RispondiEliminaQuesti commenti palesano la megalomania della sinistra marzabottese, che pur di far valere la sua tesi gonfia numeri e racconti.
Soddisfatto delle parole del consigliere Battistini, io sostengo la sua tesi su Francesca albanese.
Caro, capisco tu non possa far altro che metterla in caciara visto che altro non puoi e non sai fare.
EliminaIo non sono la sinistra marzabottese come dici tu, ma tu almeno impara a contare visto che altro non sai fare.....
Sono d'accordo con lei in tutto
EliminaL'UNITÀ CHIUDE, E IL PD NON L'HA VOLUTA NEMMENO GRATIS
RispondiEliminaIl 14 settembre, Romeo Editore ha licenziato l'intera redazione dell'Unità (direttore Sansonetti, tre redattori, un grafico) cinque mesi dopo aver sospeso le pubblicazioni.
Il colpo di scena: Romeo l'aveva offerta al PD di Schlein a prezzo simbolico, praticamente gratis, ma il PD ha detto no. Il giornale di Gramsci, sotto Sansonetti diventato "garantista, socialista, liberale, non liberista", non lo voleva più nemmeno chi dovrebbe esserne l'erede.
Terza chiusura in 25 anni.
Carissimo, premesso che il nome dell'Unità il PD lo continua impunemente ad utilizzare solo per ingannare persone in buona fede che per altro con questo inganno continuano a lavorare grati alle omonime feste, se ritieni che quelle di questo tuo commento abbia qualcosa a che fare con la cittadinanza a Francesca Albanese vuol proprio dire che aveva ragione Umberto Eco quando scriveva che con internet anche gli imbecilli hanno trovato un suo spazio.
EliminaMarzabotto userà sempre il paravento della storia per imporre la sua dittatura politica che altro non è che comunismo scadente! E i suoi cittadini ne sono degni seguaci!
RispondiEliminaMorris Battistini ha detto bene la politica sinistra non fa una politica democratica ..
RispondiEliminaSe non la pensi come loro sei fascista,razzista e questa non e democrazia e dittatura .
La storia di Marzabotto bisogna ricordarla sempre.
Ma basta con questo finto buonismo pensate prima all'italia e italiani non cercate voti fuori .
Concordo con lei
EliminaUn giorno vedrete che questo pensiero unico dominante perbenista vi sta portando su una strada molto brutta. La albanese dimostra sempre di essere una persona non super partes. Il vostro "restiamo umani" si applica solo a qualcuno che piace a voi. Per il Sudan, per la minoranza degli Uiguri in Cina, per la strage di Bucha e per i tanti altri che stanno soffrendo in giro per il mondo non siete pervenuti. Ipocriti
RispondiEliminaSu Francesca Albanese in tanti hanno scritto, commentato e manifestato il proprio dissenso sui social.
RispondiEliminaMa mercoledì sera, in quel teatro gremito, Morris Battistini c’era.
C’era di persona.
Ci ha messo la faccia, il nome e la propria responsabilità politica.
E questo, al di là delle appartenenze, merita rispetto.
Io considero profondamente sbagliata la scelta di conferire a Francesca Albanese la cittadinanza onoraria di Marzabotto. Le sue posizioni hanno provocato divisioni e contestazioni ben oltre il centrodestra, e proprio per questo ritengo discutibile trasformare una figura così divisiva in destinataria di un riconoscimento che dovrebbe rappresentare l'intera comunità.
Ma c'è qualcosa che mi colpisce ancora di più.
È facile dissentire dietro una tastiera. È molto più difficile alzarsi in piedi davanti a una platea largamente favorevole, dichiarare apertamente di essere contrario e sostenere le proprie ragioni sapendo che arriveranno fischi e contestazioni.
Morris lo ha fatto.
Non ha cercato l'applauso della sala. Non ha nascosto il proprio voto. Non ha rinnegato le proprie convinzioni.
Ha scelto di esserci e di parlare.
Si può essere d'accordo o meno con lui, ma la democrazia non è tale soltanto quando parla chi ha la maggioranza dalla propria parte. La qualità democratica di una comunità si misura anche dalla capacità di consentire a chi dissente di esprimersi.
Per questo oggi la mia solidarietà va a Morris Battistini.
Perché tra le tante persone che hanno espresso contrarietà alla cittadinanza ad Albanese, lui quella sera era lì.
E quando è arrivato il momento di metterci la faccia, ce l'ha messa. Tommy
Concordo in tutto con lei...Morris non si e' nascosto, ci ha messo la faccia e ha solo detto quello che in molti pensiamo di questa signora...Chi l'ha criticato, attaccato e offeso dovrebbe solo vergognarsi, ma temo che la vergogna questa gente non sa neanche dove sta di casa...E' stato uno schifo
EliminaPalese che questo commento è dello stesso Morris che parla con sé stesso 🤡 ma come mai tutto questo anonimato?
EliminaPS: l'altra sera è stato epico ❤️ Francesca Albanese ti ha asfaltato malissimo, anche se un po' sappiamo che ci speravi, d'altronde non ti rimane che il vittimismo per farti notare. Bello spargere odio in mala fede, mentire spudoratamente e aspettarsi i coriandoli
Lo show di questo personaggio …. Patetico
RispondiEliminaVolete farvi quattro grosse risate? Chiedete a Battistini di parlarvi dei libri della Albanese che dice di aver letto. Anche solo dei titoli....
RispondiEliminaVeramente da scompisciarsi di risate...🤣🤣
Se non li ha letti ha fatto benissimo
EliminaIn qualità di Responsabile Esteri di Oltrelarcobaleno non posso che condividere le parole ed il dissenso del nostro Presidente Morris Battistini sulla totale mancanza di opportunità nel conferire un tale titolo ad un personaggio mediatico che a fronte di una esibita etica di base denuncia determinati crimini ma rifiuta di riconoscerne altri, unitamente ad una certa manifesta incoerenza quando si parla di boicottaggi di brand di moda. A titolo personale resto sempre "meravigliato" da come certa sinistra ideologica interpreti poi nei fatti il concetto di "diritto al dissenso". Una sinistra che è bravissima a saltare convulsamente sul carro dell' "eroe buono" del momento con una totale assenza di qualsivoglia pensiero critico, glissando per esempio su recenti dubbi e legittimi interrogativi avanzati da certi media nazionali in base a terzietà, relazioni e rapporti professionali. Sarebbe tragico, anche se molto divertente, ammettiamolo, assistere ad un nuovo "caso Hannoun", su cui certa sinistra era stata tanto rapida e gioiosa nello stendere tappeti rossi, quanto rapida e concitata nel prodursi in tripli carpiati con avvitamento per prenderne le distanze.
RispondiEliminaVolano le nomine, un’altra associazione che andrà a finire male come quella a Pian di Venola, volontari che scappano e debiti che crescono e non verranno mai pagati, il comune che paga e Battistini che non paga , soldi dei cittadini che coprono quelle utenze, un presidente che non sa presentare i bilanci mah , povere illusi
EliminaEssendo la sua una risposta anonima non so se mi interfaccio con una " carissima " o un " carissimo ", ma poco importa. Non entro nel.merito.delle sue affermazioni. Se lo vorrà lo farà il.Signor Battistini nei modi che riterrà più opportuni. Per il resto del.discorso, prendo atto di come sia difficile rimanere nel contesto di un discorso. Se poi questo avvenga per manifesta incapacità di comprensione di un testo o di un contesto, o per semplice e banale convenienza narrativa, non è dato sapere. Me ne dispiaccio ( per Lei) in entrambi i casi.
EliminaL'avvenuto conferimento della cittadinanza onoraria a Francesca Albanese da parte del Comune di Marzabotto è un fatto grave e inaccettabile.
RispondiEliminaMarzabotto rappresenta un luogo di memoria e rispetto che appartiene a tutti gli italiani. Le reticenze e la mancanza di una condanna ferma, netta e senza appello del terrorismo di Hamas rendono la figura di Francesca Albanese del tutto incompatibile con i valori di un'onorificenza pubblica. La cittadinanza onoraria non doveva essere trasformata in uno strumento di propaganda di parte.
Tutto ciò è una vergogna.
Io c’ero, in totale sordina per evitare che mi urlassero contro o mi fischiassero. Seduto fra le ultime file ho apprezzato tantissimo il coraggio e la determinazione con cui il consigliere Morris è intervenuto nonostante le oltre 200 persone lo insultassero e fischiassero. Mi sono sentito liberato da tutte quelle frottole pronunciate dalla albanese. Ho ritenuto giusto e corretta ogni sua parola seppur io non abbia mai votato per lui. Ora ho un riferimento più chiaro. Grazie consigliere perché lei ha dato voce a tutti quelli che avrebbero voluto dissentire ma per paura sono rimasti al proprio posto per la propria incolumità.
RispondiEliminaL’unica cosa vera del primo commento è il vaso. Quel vaso pieno di sostanze organiche maleodoranti che rappresentano tutte le falsità pronunciate ieri sera contro Israele:
RispondiEliminaAltro che discorso armonico e fatto con grazia. Io disprezzo per Israele si sentiva forte e chiaro. Il disprezzo per l’occidente si sentiva forte e chiaro:
E meno male che qualcuno disprezza il sionismo criminale.
EliminaGli insulti non sono democrazia, così come deridere e imitare una persona non è libertà di espressione: è soltanto maleducazione. Il confronto può essere duro, anche aspro, ma il rispetto dell’avversario resta il minimo indispensabile in una società democratica. Francesca Albanese non ha il mio appoggio.
RispondiEliminaPieno appoggio a Battistini! La condanna a chi non ha nemmeno il coraggio di condannare il terrorismo, e’ doverosa! Gridare a un genocidio che nemmeno la Corte Internazionale di Giustizia ha ufficialmente dichiarato lo trovo ideologico e propagandistico!
RispondiEliminaIo personalmente non riesco a comprendere come è possibile che una persona come la Sig.ra Albanese parla principalmente e solo di Gaza, ma non parla di tutto il mondo. Ogni giorno nello Yemen, in Sudan, in Nigeria vengono uccise persone, tra cui molti bambini, donne stuprate e lei non dice una parola. Perché? Ha un riscontro da qualcuno? Se è così affezionata a Gaza e al loro credo, perché non ha i contributi a va direttamente lì? Facile parlare dai salotti occidentali dove abbiamo la Democrazia. Ma non si vergogna povera gente.
RispondiEliminaPerché il signor Fabbriani non pubblica i commenti? È stato richiamato dalla sindaca di Marzabotto?
RispondiEliminaFabbriani richiamato dalla Cuppi che ridere 🤣, ma lei legge questo blog? Su sx (es. Parmeggiani) può scrivere più o meno qualsiasi cosa anche "pesante" poi provi a criticare leggermente al esempio Mastacchi ed è certo non verrà pubblicato.
Elimina😂dice che ha letto tutti i suoi libri… Francesca Albanese ha pubblicato circa 5 libri principali tra saggi accademici, inchieste e volumi divulgativi incentrati sulla questione palestinese e sul diritto internazionale.. Mah quando mai ha letto un libro???? Lei Battistini che non apre libro dalle scuole medie…. Continue a raccontarla come vuole, che sicuramente qualcuno ancora le potrà credere
RispondiEliminaHo una notizia per i cittadini di Marzabotto, il PD e Forza Italia sono una faccia della stessa medaglia, sono figli della stessa mamma, votano in Parlamento allo stesso modo. Parteggiare per l'uno o per l'altro serve solo a dividervi, sono egualmente globalisti, girate le spalle a costoro.
RispondiEliminaPurtroppo a Marzabotto come opposizione c'è Morris. La destra sa che a Marzabotto non pensano con la loro testa ma con la testa del politico di sinistra di tur. Per cuoi Marzabotto è elettorale te persa. Ci lasciano Battistini visto l'inutilità del personaggio. Se avessimo qualcuno altro, forse la sinistra a Marzabotto inizierebbe a guardare al cittadino , cosa che una amministrazione dovrebbe fare, invece a marzabotto ora l'amministrazione è un feudo in tantissimi si lamentano ma votano sempre li, del resto Battistini è ormai bruciate ed improponibile. Detto questo a sto giro però condivido il pensiero di Battistini relativamente alla cittadinanza alla Albanese. Pure Bologna ed altre città che aveva tanto sbandierato che gliela avrebbero data poi di fatto sì sono tirate indietro. . Chissà perché ?
RispondiEliminaLa dittatura della sinistra ! potevano fare un referendum per i cittadini di Marzabotto, Se non lo hanno fatto forse ci sarà un motivo.
RispondiEliminaVedo commenti surreali e/o volutamente pregiudiziali o in malafede.
RispondiEliminaA questi suggerisco di osservare cosa è successo proprio ieri, e finalmente, all'ONU quando è salito sul palco il criminale internazionale Netanyahu.
Quasi tutte le delegazioni del mondo hanno abbandonato la sala. Tutti amici di hamas?
La vergogna per dire o scrivere certe cose non dovrebbe venire meno neppure se si fa da dietro ad uno schermo e su una tastiera.
Albanese è un personaggio molto controverso . Il suo ruolo super partes lo ha ampiamente smentito con azioni e con dichiarazioni che nulla hanno a che fare con l’equilibrio istituzionale a cui sarebbe chiamata. Osannata per partito preso da miopi tifosi che “ ovviamente “ non possono accettare che alla loro paladina vengano fatte domande non in linea con la loro linea di devozione assoluta. Bene ha fatto Battistini a porre delle domande che dovrebbero fare riflettere anche i più faziosi. ma come dicevano i saggi “non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire “ sopratutto se ha la testa piena di ideologie . Albanese per me è un personaggio già internazionalmente bollito ridotta a fare promo domestiche del suo inutile libro applaudita dai suoi adepti , ridicola
RispondiEliminaIl conflitto arabo-israeliano è lungo e complesso, di non semplice comprensione. E, torti e ragioni, sin presenti da ambo le parti. Nessuna esclusa!
RispondiEliminaDetto ciò, quando ci sono state serie prospettive di Pace, Israele seppur a denti stretti e non senza mal di pancia, ha imboccato quel percorso. Il Principio di Condivisione, la formula "Due Popoli-Due Stati", che era già alla base del piano ONU del 48, è stata accettata da Tel Aviv per ben 3 volte nel lungo protrarsi di questa problematica. E, altrettante volte è stata rifiutata dal fronte arabo-palestinese. Senza questa accettazione, è impossibile trovare una soluzione alla crisi!
Gli arabo-palestinesi devono riconoscere la legittimità dello Stato di Israele. Israele deve riconfermare la legittima aspirazione ad un proprio Stato, Sovrano e indipendente. Come già era previsto dagli Accordi di Oslo prima e di Washington dopo. Anche qui, accettati da Israele, ratificati dalla Knesset, ma a tutt'oggi privi dell'approvazione del Consiglio Nazionale Palestinese. Nonostante la firma di Arafat.
Ergersi a pasdaran di Hamas, a pasionaria di Gaza, nascondendo le responsabilità di quella... organizzazione per i raid del u ottobre, per la 'Caccia all'Ebreo', per i metodi con cui quella banditaglia occupa e amministra la Striscia... non fa muovere di un passo, di un solo passo, il cammino verso la Pace.
Omaggiare simili figure... è grottesco!
MA VOI LE IMMAGINATE LE GRASSE RISATE CHE CI SAREMMO FATTE TUTTI QUANTI SE LA SIGNOA FRANCESCA ALBANESE GLI AVESSE CHIESTO DI COMMENTARE I SUI LIBRI CHE IL SOGGETTO HA DICHIARATO DI AVER LETTO???🤣🤣🤣
RispondiEliminaQuando un cittadino di marzabotto, che ha fatto la guerra e dichiaratamente di sinistra arriva a dire : " il baffettino nel 44 non è riuscito a finire il lavoro.... La sig.ra Albanese ha ragione da vendere" . Ecco, osa puoi pensare ? Solo sperare che non siano tutti cosi! Poi mi vengono a dire che sono quelli di destra ad essere antisemiti ?
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