lunedì 31 agosto 2026

Castel d’Aiano piange Gabriele Verucchi: «Oggi perdiamo un consigliere, ma anche un amico»

 Cordoglio in tutta la comunità di Castel d’Aiano per la scomparsa del consigliere comunale Gabriele Verucchi. Il Comune: «Ha dedicato tempo, impegno e passione al nostro paese. Lascia un vuoto difficile da colmare»



È con profondo dolore che la comunità di Castel d’Aiano ha appreso della scomparsa di Gabriele Verucchi, consigliere comunale e figura impegnata nella vita della comunità locale.

A darne notizia, attraverso un messaggio di cordoglio, è stata l’Amministrazione comunale, che ha voluto esprimere la propria vicinanza alla famiglia e a tutte le persone che hanno conosciuto e voluto bene a Verucchi.

«È con profonda tristezza che questa mattina abbiamo appreso della scomparsa del nostro consigliere Gabriele Verucchi», si legge nel messaggio diffuso dal Comune.

Il cordoglio è stato espresso a nome del sindaco, dell’Amministrazione comunale, del Consiglio comunale e dell’intera comunità di Castel d’Aiano. Un sentimento di vicinanza rivolto innanzitutto alla famiglia, chiamata ad affrontare una perdita che ha profondamente colpito il paese.

Nel ricordare Verucchi, l’Amministrazione ne sottolinea soprattutto l'impegno civile e la disponibilità dimostrata nel corso della sua attività a servizio della collettività.

«Gabriele ha dedicato tempo, impegno e passione al nostro paese, mettendosi a disposizione della collettività e dimostrando un profondo amore e attaccamento per il nostro territorio», sottolinea il Comune.

Parole che restituiscono il profilo di una persona che aveva scelto di partecipare attivamente alla vita pubblica di Castel d’Aiano, mettendo a disposizione della comunità il proprio tempo e le proprie energie. Un impegno che, nel messaggio dell’Amministrazione, si intreccia con un legame personale e umano che va oltre il ruolo istituzionale.

La sua scomparsa, infatti, non rappresenta soltanto la perdita di un amministratore, ma anche quella di una persona conosciuta e stimata all’interno della comunità.

«La sua scomparsa lascia un grande dolore e un vuoto che sarà difficile colmare», è il sentimento espresso dal Comune, che in queste ore si stringe attorno ai familiari nel massimo rispetto del loro dolore.

Il messaggio si conclude con un saluto carico di riconoscenza e affetto: «Oggi perdiamo un consigliere, ma anche un amico».

E ancora: «Grazie, Gabriele, per il tuo impegno, per la tua disponibilità, per tutto ciò che hai fatto per il nostro paese e per l’amicizia che ci hai donato».

Parole che condensano il sentimento di un’intera comunità, chiamata oggi a salutare una persona che ha scelto di dedicare parte del proprio percorso alla vita e al futuro di Castel d’Aiano.

Alla famiglia Verucchi e a tutte le persone che gli sono state vicine va il cordoglio dell’Amministrazione comunale e dell’intera comunità di Castel d’Aiano.

La Trottola riparte dai giovani: al playground “I Triangolini” presentata la nuova stagione della pallacanestro

 



di Roberto Giusti


È ripartita dal nuovo playground “I Triangolini” la pallacanestro della ASD Trottola Sport. Domenica 30 agosto 2026 la società ha infatti presentato ufficialmente la stagione sportiva 2026/2027, scegliendo il nuovo impianto porrettano come un punto di incontro per atleti, famiglie, allenatori e dirigenti in vista dell’avvio delle attività.
La giornata è iniziata nel pomeriggio con il ritrovo di bambini, bambine, ragazzi e ragazze, tra volti noti e tanti nuovi interessati per la prima volta ad avvicinarsi alla realtà sportiva. Nonostante il periodo ancora caratterizzato dalle vacanze estive, sono stati numerosi i partecipanti che hanno scelto di trascorrere qualche ora sul nuovo campetto, dando vita a un pomeriggio fatto di giochi, gare di tiro e partitelle, e con gruppi continuamente mescolati e squadre composte da ragazzi e ragazze di età differenti. Sotto la supervisione degli allenatori, il playground è diventato così il primo vero punto di incontro della nuova stagione 2026/2027, permettendo allo staff di conoscere gia alcuni dei nuovi atleti e di ritrovare quelli già protagonisti delle annate precedenti.


Alle 18.30 il pomeriggio è poi proseguito con la presentazione ufficiale del progetto davanti ai genitori e alle famiglie presenti. A guidare l’incontro è stata la presidente del settore pallacanestro, Rossella Guidoboni, che ha ripercorso il cammino intrapreso dalla società negli ultimi anni, sottolineando come la crescita del movimento sia nata da una precisa scelta di investire sulla formazione e sui giovani.
«Il progetto parte dalla stagione sportiva 2021/2022, quando la società ha deciso di scommettere sui giovani. Questo ha significato favorire occasioni di formazione, e con il sostegno della Federazione Italiana Pallacanestro, Porretta ha ospitato i corsi istruttori minibasket FIP e il corso ARF, oltre ai corsi ufficiali di campo con CSI Bologna».
Una scelta che ha permesso alla pallacanestro porrettana di crescere progressivamente fino a costruire oggi un’offerta capace di accompagnare gli atleti praticamente per tutto il loro percorso sportivo. «In questi anni il movimento cestistico è costantemente cresciuto fino a riuscire a proporre attività dai bambini di 5 anni fino agli adulti. Lo scorso anno nove squadre hanno partecipato a tornei e campionati FIP e CSI, le prime squadre Open sono diventate due ed è iniziato anche un percorso per costruire una squadra femminile. Questo vede (2026/2027 n.d.r.) inoltre l’ingresso di due nuovi allenatori che con la loro esperienza porteranno un nuovo contributo tecnico. L’U17 parteciperà infatti al campionato FIP dopo molti anni di assenza dal campionato federale, così come il gruppo Aquilotti e una delle due prime squadre che sarà impegnata nella DR3. Tutte le altre tante nostre squadre parteciperanno invece ai campionati CSI».

La crescita della Trottola non si limita però alla dimensione strettamente sportiva. Il progetto della società si lega infatti sempre più alla storia della pallacanestro locale grazie alla Casa della Pallacanestro, rappresentata nella giornata di ieri da Cesare Tosetti, che raccoglie testimonianze e materiali legati alla lunga tradizione cestistica porrettana. «Il progetto si allarga anche al lato storico e culturale. La Casa della Pallacanestro custodisce parte degli omaggi offerti alla Patrona del basket e la ricca e lunga storia del basket porrettano, che affonda le proprie radici negli anni ’40».

All’incontro di presentazione ha preso parte anche l’Assessore allo Sport del Comune di Alto Reno Terme, Nicolò Savigni, che ha voluto sottolineare il valore del percorso portato avanti dall’ASD Trottola Sport e la vicinanza dell’Amministrazione comunale alla società. Nel suo intervento, Savigni ha sottolineato anche il significato del nuovo playground “I Triangolini”, inaugurato poche settimane fa nell’area dell’ex Demm, uno spazio pensato per restituire alla comunità un luogo dedicato allo sport, all’incontro e alla socialità. Il nuovo campo rappresenta infatti un investimento importante per il territorio, con un valore complessivo di circa 182 mila euro, sostenuto dal Comune di Alto Reno Terme e dal contributo della Project Backboard Foundation, arrivato grazie alla generosità del professor David Hollander della New York University. L’impianto si inserisce inoltre in un’area particolarmente significativa per la storia della pallacanestro porrettana, dove già negli anni Cinquanta si svolgevano importanti attività cestistiche.

A conclusione del suo intervento, Savigni ha poi rivolto un sentito in bocca al lupo a tutti gli atleti e agli allenatori per la nuova stagione, sottolineando come la società sia diventata negli anni un punto di riferimento per lo sport locale e per tutto l’Appennino bolognese grazie alla costanza, all’impegno e alla particolare attenzione riservata alla crescita dei giovani, confermando la propria disponibilità nel continuare a sostenere e accompagnare questa realtà mantenendo aperto un confronto costante sulle esigenze e sulle opportunità legate allo sviluppo dello sport sul territorio.


Dopo la parte istituzionale, è stato il momento dello staff tecnico, composto da importanti conferme e nuovi ingressi. Alla presentazione di ieri erano presenti Davide Vignaroli, che sarà impegnato con i gruppi U13/U14, U18 e CSI Open, Riccardo “Bruco” Baia, capo allenatore dell’U16 e assistente dell’U17 maschile, Roberto Giusti, alla guida dell’U17 maschile FIP e del settore femminile, e Roberto “Mara” Maranelli, assistente dell’U17 e dell’U18. Per motivi personali non hanno invece potuto prendere parte all’incontro Silvia Sulejmani, confermata alla guida dei gruppi Pulcini e Scoiattoli, Francesco Della Torre, che guiderà il gruppo Aquilotti, ed Ermes Marchioni, alla guida della prima squadra impegnata nel campionato di Divisione Regionale 3 FIP. I tre allenatori assenti avranno comunque modo di incontrare direttamente i propri gruppi con l’avvio delle attività, proseguendo senza cambiamenti il percorso già programmato per la nuova stagione.

Proprio la collaborazione tra gli allenatori rappresenta uno degli elementi caratterizzanti del nuovo progetto. La società ha infatti scelto di lavorare sulla continuità tra le diverse categorie, cercando di costruire un percorso che accompagni gli atleti dai primi anni di minibasket fino all’età adulta senza interrompere il loro cammino all’interno della stessa realtà sportiva. L’obiettivo è fare in modo che ogni bambino, ragazzo o ragazza possa trovare il proprio gruppo e la propria dimensione, con una proposta capace di coprire tutte le fasce d’età e di mantenere aperta la possibilità di crescere insieme alla società. In questa prospettiva assume particolare importanza anche la collaborazione trasversale tra le squadre. Durante la stagione gli allenatori saranno infatti chiamati a confrontarsi costantemente per valutare, in base alle caratteristiche e al percorso di ciascun atleta, eventuali possibilità di allenarsi con il gruppo della categoria superiore. Per i ragazzi dell’U17 e dell’U18 questa opportunità potrà arrivare fino alla prima squadra, con la possibilità di partecipare ad alcuni allenamenti della DR3 e, qualora gli allenatori lo ritengano opportuno, di essere convocati per una gara del campionato senior.
Non si tratta quindi soltanto di costruire squadre, ma di creare un importante percorso nel quale le diverse categorie possano dialogare tra loro e nel quale i ragazzi abbiano la possibilità di confrontarsi con realtà sempre nuove e strutturate. Un progetto che punta si alla crescita tecnica, ma anche alla costruzione di relazioni, all’inclusione e alla socialità, mantenendo al centro l’atleta e la persona.

Ora per il settore basket dell’ASD Trottola Sport è tempo di tornare al lavoro. Nei prossimi giorni prenderanno il via le attività di preparazione atletica per i gruppi del settore giovanile all’aperto, mentre con l’inizio dell’anno scolastico riprenderanno progressivamente le attività in palestra di tutte le categorie.

Una sola famiglia, dai primi palleggi alla prima squadra: We Are Porretta!

Ferrovia Porrettana, riaperta la linea dopo i lavori: il primo giorno riparte con un guasto

 Ieri la riapertura dell’intera tratta Bologna-Porretta Terme dopo un mese di agosto segnato da importanti interventi di manutenzione. Questa mattina, però, il primo disservizio: un treno si è fermato a Sasso Marconi. Proteste dei pendolari, poi l’arrivo di un convoglio sostitutivo. 



Neanche il tempo di riaprire completamente la linea che sulla Ferrovia Porrettana è arrivato il primo intoppo. Dopo la chiusura dell’intera tratta nel mese di agosto, necessaria per consentire importanti interventi di manutenzione, ieri è tornata a essere utilizzabile la linea ferroviaria da Bologna a Porretta Terme. Ma già questa mattina, al primo giorno di piena operatività, un treno ha accusato un problema che ha provocato ritardi e malumori tra i pendolari.

Il convoglio, proveniente da Bologna e diretto verso Porretta Terme, si è fermato intorno alle 12 alla stazione di Sasso Marconi e, inizialmente, non è più ripartito. Una situazione che ha rapidamente alimentato la protesta dei viaggiatori, molti dei quali erano reduci proprio dalle difficoltà vissute durante il mese di agosto, quando la linea era interessata dai lavori e la tratta non era percorribile dai treni.

Dopo circa mezz’ora di attesa è arrivata la comunicazione ai passeggeri. Questa volta, però, non sarebbe stato predisposto un autobus sostitutivo, come avvenuto durante il periodo di chiusura della linea. Sullo schermo informativo della stazione è stato infatti annunciato l’arrivo di un altro treno, destinato a prendere a bordo i passeggeri rimasti fermi e a consentire loro di proseguire il viaggio verso le rispettive destinazioni.

Una soluzione che non ha evitato le proteste di chi, dopo un mese di disagi e attese legati ai lavori, si aspettava una ripartenza senza ulteriori problemi. La sensazione, tra i pendolari, è quella di una partenza decisamente poco incoraggiante per una linea che, proprio grazie agli interventi effettuati nelle ultime settimane, dovrebbe ora offrire maggiore affidabilità e continuità del servizio.

L’aggiornamento è arrivato poco prima delle 13: il treno sostitutivo ha raggiunto Sasso Marconi e i pendolari hanno potuto finalmente riprendere il viaggio verso le proprie destinazioni.

Se il buongiorno si vede dal mattino, dunque, per la Ferrovia Porrettana  la riapertura non è iniziato nel migliore dei modi. Resta ora da capire se si sia trattato di un episodio isolato o del primo campanello d’allarme dopo i lavori che hanno tenuto ferma la linea per l’intero mese di agosto.

Teatro di Marzabotto, una serata di gala per presentare la nuova stagione teatrale e cinematografica

 Domenica 6 settembre la presentazione del cartellone 2026/2027: tappeto rosso, spettacolo, brindisi e buffet. Ingresso gratuito



Il Teatro di Marzabotto si prepara ad alzare il sipario sulla nuova stagione con una serata speciale dedicata alla presentazione del programma teatrale e della rassegna cinematografica 2026/2027.

L’appuntamento è fissato per domenica 6 settembre, alle ore 18, negli spazi del teatro di via G. Matteotti 1. Una vera e propria serata di gala, pensata per coinvolgere tutta la cittadinanza e accompagnare il pubblico alla scoperta degli appuntamenti che animeranno la nuova stagione.

Per l’occasione, l’organizzazione invita il pubblico a vivere l’evento con un pizzico di eleganza: tappeto rosso e abito da sera saranno infatti gli ingredienti di una serata pensata per celebrare il teatro e il cinema come momenti di incontro, partecipazione e condivisione.

La presentazione sarà l’occasione per conoscere in anteprima il nuovo cartellone e le proposte che accompagneranno il pubblico nel corso della stagione 2026/2027.

Un programma che punta a fare del teatro non soltanto un luogo destinato agli spettacoli, ma anche uno spazio aperto alla comunità, alla cultura e alla socialità. La serata di presentazione vuole così rappresentare il primo appuntamento di un percorso che vedrà protagonisti artisti, compagnie, spettatori e realtà del territorio.

Al termine della presentazione non mancheranno i momenti conviviali, con brindisi e buffet offerti ai partecipanti, per concludere la serata in un clima di festa e condivisione.

La partecipazione alla serata è gratuita e tutta la cittadinanza è invitata a prendere parte all’evento.

L’appuntamento è dunque per domenica 6 settembre alle 18, al Teatro di Marzabotto, in via G. Matteotti 1.

Per informazioni e ulteriori dettagli è possibile contattare il numero 349 753 6667 oppure scrivere all’indirizzo biblioteca@comune.marzabotto.bo.it.

Una serata per incontrarsi, scoprire la nuova stagione e tornare a vivere insieme il teatro e il cinema.

Perché, come ricorda il messaggio scelto per accompagnare l’iniziativa: «Il teatro è un atto di collaborazione».

Porretta Terme, tre giorni tra sapori dell’Appennino e musica: omaggio a Francesco Guccini

 Dal 4 al 6 settembre appuntamento con “Appennino: Terra di sapori e parole”. Stand gastronomici, degustazioni, incontri con i produttori e, sabato sera, il Festival dei cantastorie dedicato a Francesco Guccini.



Saranno tre giornate dedicate ai sapori, alle tradizioni e alle parole dell’Appennino quelle in programma a Porretta Terme dal 4 al 6 settembre 2026 con la manifestazione “Appennino: Terra di sapori e parole – Dove il gusto incontra il racconto”. L’iniziativa, inserita nel calendario degli eventi dell’Appennino bolognese, unirà enogastronomia, cultura e musica, con l’obiettivo di valorizzare le produzioni e le tradizioni del territorio. Per tutto il fine settimana saranno presenti stand gastronomici e degustazioni di prodotti tipici dell’Appennino, insieme a occasioni di incontro con i produttori locali. Il programma prevede inoltre momenti di approfondimento dedicati alle tradizioni gastronomiche, alla filiera corta e alla valorizzazione del territorio.

Il momento centrale della manifestazione sarà però quello di sabato 5 settembre, quando alle 21 il Rufus Thomas Park ospiterà il Festival dei cantastorie, dedicato alle parole e alla musica di Francesco Guccini. Una serata pensata per ripercorrere la memoria e l’immaginario del cantautore attraverso il racconto dei cantastorie di ieri e di oggi, tra narrazione popolare e approfondimento culturale. L’appuntamento è confermato anche dal portale ufficiale di informazione turistica dell’Appennino bolognese. Sul palco saranno protagonisti alcuni musicisti storicamente legati alla musica di Guccini, tra cui Juan Carlos “Flaco” Biondini, Vince Tempera, Ellade Bandini e Antonio Marangolo, per un omaggio che intreccia musica, memoria e cultura dell’Appennino.

“Appennino: Terra di sapori e parole” nasce dunque dall’incontro tra due elementi profondamente radicati nell’identità del territorio: il gusto dei prodotti locali e il patrimonio di storie, musiche e racconti che da generazioni caratterizza la montagna bolognese.

L’appuntamento si inserisce nel calendario ufficiale degli eventi dell’Appennino bolognese e rappresenta un’occasione per conoscere e valorizzare le eccellenze enogastronomiche locali attraverso un programma che mette insieme convivialità, cultura e spettacolo. “Appennino: Terra di sapori e parole”
Porretta Terme, 4-6 settembre 2026
Festival dei cantastorie – Omaggio a Francesco Guccini: sabato 5 settembre, ore 21, Rufus Thomas Park.

Porretta Terme, “Appennino terra di sapori e parole”: due giornate tra memoria, cultura e tradizioni

 



Due giornate dedicate alla cultura, alla memoria e alle tradizioni dell’Appennino, con un filo conduttore che unisce parole, musica, ricerca e valorizzazione del territorio. È questo il senso di “Appennino terra di sapori e parole”, iniziativa in programma a Porretta Terme, in piazza della Libertà, con due appuntamenti dedicati rispettivamente al mondo dei cantastorie e ai temi dell’agricoltura e della sovranità alimentare in montagna.

Si parte sabato 5 settembre alle 17.30 con il Festival dei Cantastorie, dedicato al tema “Memoria e ricerca si incontrano: i racconti dei cantastorie”. A condurre l’incontro sarà Gian Paolo Borghi, etnografo bolognese e responsabile dei Servizi di Documentazione Storica e del Centro Etnografico del Comune di Ferrara.

Al convegno interverranno Manuela Geri, etnomusicologa toscana, già responsabile dell’Ufficio Cultura della Provincia di Pistoia; Claudio Piccoli, ricercatore milanese da anni impegnato nello studio del mondo dei cantastorie; Tiziana Oppizzi, ricercatrice, cantastorie e chitarrista, autrice di ricerche sul canto e sulle tradizioni popolari; e Gianni Molinari, artista modenese e rappresentante della terza generazione di cantastorie della propria famiglia. Nel corso dell’incontro sarà approfondita anche l’attività artistica della famiglia Molinari, con particolare riferimento a Francesco Guccini e alla rivista Il Cantastorie.

Il secondo appuntamento è in programma domenica 6 settembre alle 11.30, con il convegno “I sapori dell’Appennino”, dedicato a “Sovranità alimentare e agricoltura di montagna: una sfida per il territorio”.

A coordinare i lavori sarà il professor Dario Mingarelli, presidente dell’associazione Mela Rosa Romana. Tra i partecipanti figurano la dottoressa Fiorella Belpoggi, emerita direttrice scientifica dell’Istituto Ramazzini di Bologna, esperta nello studio degli agenti che possono determinare tumori e altre patologie ambientali; il dottor Duccio Caccioni, direttore generale del Mercato Ortofrutticolo di Bologna, agronomo ed esperto di agroalimentare; il dottor Stefano Cavedagna, europarlamentare, laureato in Relazioni Internazionali e dottore di ricerca in Diritto Europeo; e il dottor Nicolò De Trezio, responsabile di Slow Food Medico.

L’iniziativa mette così a confronto memoria, identità culturale, tradizioni popolari, agricoltura e tutela del territorio, proponendo una riflessione sul patrimonio materiale e immateriale dell’Appennino e sulle prospettive delle comunità montane.

L’evento è promosso con il coinvolgimento di realtà culturali, associative e istituzionali del territorio, tra cui Nuèter, Associazione Culturale Il Cantastorie Online, Confcommercio Città Metropolitana di Bologna, DE.CO. Bologna, Mela Rosa Romana e Slow Food Bologna, con il patrocinio del gruppo di studi e ricerche Nuèter.

domenica 30 agosto 2026

Riaperta la ferrovia Porrettana: dopo un mese di lavori torna la circolazione

Ripristinati i collegamenti tra Bologna e Porretta Terme. Fino al 13 settembre velocità ridotta per consentire il progressivo ritorno ai limiti ordinari. Conclusi gli interventi su binari, passaggi a livello e stazioni



È ripresa la circolazione ferroviaria sull’intera linea Porrettana, tra Bologna e Porretta Terme, al termine degli interventi programmati nel mese di agosto per migliorare l’affidabilità e la regolarità del servizio e innalzare gli standard di sicurezza dell’infrastruttura.

I lavori hanno riguardato la manutenzione e il rinnovo dei binari in diversi punti della linea, tra cui la tratta compresa tra Silla e Carbona, la galleria di Riola e il secondo binario della stazione di Marzabotto.

Completato anche il rinnovo dei passaggi a livello di Pian di Venola e Riola, dove sono stati sostituiti i meccanismi di manovra e installate nuove pedane per il transito dei veicoli.

Gli interventi hanno inoltre previsto le attività preparatorie alla futura attivazione del sistema PAI-PL, la tecnologia di protezione automatica che, attraverso appositi sensori, consente di rilevare la presenza di eventuali ostacoli sui binari in corrispondenza dei passaggi a livello.

Numerosi anche i lavori nelle stazioni. A Pioppe di Salvaro è stato realizzato il vano destinato al futuro ascensore, mentre la pensilina è stata demolita e ricostruita ed è stata completata una parte della nuova pavimentazione del secondo marciapiede. Alla stazione di Sasso Marconi, invece, è stata ultimata la ricostruzione della pensilina del secondo marciapiede.

La riapertura della linea non coincide però con il ritorno immediato alle velocità ordinarie. Per circa due settimane i treni viaggeranno infatti a velocità temporaneamente ridotta nelle tratte interessate dai lavori.

Come previsto dalle norme tecniche che regolano la riapertura dopo gli interventi sull’infrastruttura, fino al 13 settembre la velocità sarà progressivamente incrementata, fino al raggiungimento del limite massimo previsto sulla linea Porrettana.

La conclusione dei lavori consente così di riattivare la circolazione sull’intero collegamento tra Bologna e Porretta Terme, mentre nelle prossime settimane proseguirà il graduale ritorno alle condizioni di esercizio previste.

Appennino, dopo i 79 licenziamenti di Gaggio Tech è allarme desertificazione industriale

Dalle cartiere alla Saeco, dalla Demm alla Gaggio Tech: una lunga sequenza di crisi ha impoverito occupazione, competenze e indotto. Ora la montagna chiede fatti, non più soltanto promesse


di Dubbio


Per il lavoro in Appennino ormai non è più nemmeno un appello: è un grido disperato. L’emorragia occupazionale è diventata così profonda che l’ammalato rischia il collasso per dissanguamento. È questa l’impressione che si ricava anche dall’articolo pubblicato oggi da Repubblica, dedicato allo stato dell’occupazione nell’Appennino bolognese e sollecitato dall’ultima, drammatica crisi che ha investito il territorio: quella della Gaggio Tech di Gaggio Montano, culminata nell’espulsione di due terzi degli addetti.

Le parole, ormai, non bastano più. I 79 licenziamenti comunicati via mail dalla Gaggio Tech rappresentano soltanto l’ultimo colpo inferto all’occupazione in Appennino. Ma la crisi viene da molto più lontano e racconta una lenta e progressiva erosione del tessuto industriale della montagna.

Il percorso è iniziato con il difficile travaglio della Cartiera del Maglio di Sasso Marconi, azienda storica e orgoglio imprenditoriale della Valle del Reno. A quella crisi seguirono quelle della Cartiera Borgo di Lama di Reno e della Cartiera De Medici di Marzabotto. Erano presenze industriali importanti, capaci, attraverso gli occupati e l’indotto, di garantire il sostentamento a centinaia di famiglie e di alimentare un’economia che andava ben oltre i cancelli degli stabilimenti.

Poi è arrivata una vera e propria bordata al lavoro, che negli ultimi anni ha alimentato la crescente preoccupazione nella Valle del Reno.

L’elenco è impietoso. Alle difficoltà delle tre cartiere si è aggiunta quella dell’Arcotronics-Kemet di Sasso Marconi, che nei suoi anni migliori arrivava a occupare circa 1.200 addetti. È seguito il progressivo ridimensionamento e poi la chiusura del polo produttivo di Vergato, con centinaia di esuberi.

Nel 2015 è toccato alla Philips Saeco di Gaggio Montano: 243 posti di lavoro persi, in un territorio già fragile. Poco dopo è arrivata la crisi della Demm di Porretta Terme, travolta dalle difficoltà del gruppo Paritel, con centinaia di lavoratori coinvolti. Un anno dopo, la crisi della Giletta di Gaggio Montano ha cancellato altre decine di posti di lavoro.

E infine l’ultimo capitolo, quello che rischia di diventare il simbolo di una situazione arrivata ormai al limite: la Gaggio Tech, erede dell’esperienza Saga Coffee, con gli ultimi 79 licenziamenti.

Non si tratta soltanto di numeri. Dietro ogni posto di lavoro perduto ci sono una famiglia, un progetto di vita, una competenza che rischia di andare dispersa. E dietro ogni stabilimento che chiude o si ridimensiona c’è un pezzo di comunità che si indebolisce: meno reddito, meno consumi, meno servizi, meno giovani disposti a restare, meno attrattività per nuovi investimenti.

È questo il vero rischio: non soltanto la perdita di singole fabbriche, ma una progressiva desertificazione industriale e occupazionale dell’Appennino.

Una montagna senza lavoro è una montagna destinata a perdere popolazione, energie e futuro. Per questo la vicenda Gaggio Tech non può essere considerata l’ennesima crisi aziendale da affrontare separatamente dalle altre. È, piuttosto, il campanello d’allarme di un problema strutturale che riguarda l’intero territorio.

Il detto popolare recita: «Al peggio non c’è mai fine». Stavolta, però, sarebbe necessario dimostrare che non è così. Gli impegni per fermare l’emorragia occupazionale sono numerosi, così come diverse sono le proposte e le possibili strategie di rilancio. Si parla di reindustrializzazione, di sostegno alle imprese, di formazione, di infrastrutture e di politiche specifiche per le aree montane.

Ma adesso è il momento di capire quali di queste idee siano realmente praticabili e quali, invece, siano destinate a rimanere sulla carta.

L’Appennino non ha più bisogno di diagnosi: quella, purtroppo, è ormai chiara. Ha bisogno di una cura. E soprattutto di risultati.

Perché dopo anni di crisi e di posti di lavoro perduti, il tempo delle chiacchiere è finito.


A Sasso Marconi la prima gara MTB “Giovanissimi” dedicata a Luisa Teresa Acquaderni

 Domenica 6 settembre 2026 l’Agriturismo Rio Verde ospita una giornata dedicata alle giovani promesse della mountain bike. In programma il primo Trofeo Luisa Teresa Acquaderni, con ritrovo alle 9 e partenza della gara alle 10.30.




Sarà una domenica all’insegna dello sport giovanile e della mountain bike quella in programma il 6 settembre 2026 a Sasso Marconi, dove è attesa la Gara MTB Giovanissimi – 1° Trofeo Luisa Teresa Acquaderni.

La manifestazione avrà come punto di riferimento l’Agriturismo Rio Verde, sede individuata per lo svolgimento dell’evento e per le attività organizzative della giornata. L’appuntamento si rivolge alle categorie giovanili della mountain bike, offrendo ai più giovani l’opportunità di cimentarsi su un percorso dedicato e di vivere una giornata di sport e socialità.

Il programma prevede il ritrovo alle ore 9, seguito alle 10 dalla riunione tecnica e, alle 10.30, dalla partenza della gara. Una scansione oraria pensata per consentire agli atleti e alle società partecipanti di completare con ordine le procedure preliminari prima dell’avvio delle competizioni.

La manifestazione porta il nome di Luisa Teresa Acquaderni, alla quale viene dedicato questo primo trofeo, e si inserisce nel calendario delle iniziative rivolte alla promozione della mountain bike tra i giovanissimi.

A sostenere l’appuntamento figurano, tra gli altri, i riferimenti alla Federazione Ciclistica Italiana, a Fattore K e alle realtà sportive e associative riportate nella locandina.

Per informazioni e prenotazioni è disponibile anche il contatto WhatsApp 328 326 4096.

Il 1° Trofeo Luisa Teresa Acquaderni si prepara dunque a trasformare l’area dell’Agriturismo Rio Verde in un punto di incontro per giovani biker, famiglie, società sportive e appassionati, con l’obiettivo di coniugare competizione, divertimento e valorizzazione dello sport giovanile sul territorio di Sasso Marconi.


Allerta amianto, giocattolo con sabbia contaminata da tremolite: “Massima diffusione”

 Il Ministero della Salute ha segnalato attraverso il sistema europeo Safety Gate un giocattolo elastico contenente sabbia contaminata da tremolite, un minerale appartenente al gruppo degli amianti. Il prodotto, destinato ai bambini, potrebbe essere stato distribuito anche in Italia. Lo Sportello Amianto Nazionale invita Comuni, scuole, asili nido e famiglie alla massima attenzione.



Un giocattolo destinato all'infanzia contiene sabbia contaminata da tremolite, un minerale appartenente al gruppo degli amianti. La segnalazione, classificata come “rischio serio”, è stata effettuata dalla Germania e inserita nel sistema europeo Safety Gate con il numero SR/01963/26. La notifica è stata validata e diffusa il 2 luglio 2026.

Il Ministero della Salute ha trasmesso la comunicazione alle Regioni e alle Province autonome, richiamando l'attenzione sulla possibile presenza del prodotto anche in strutture destinate all'infanzia. Il giocattolo potrebbe infatti essere già stato acquistato da famiglie, scuole, asili nido e altre strutture frequentate da minori.

Da qui l'appello dello Sportello Amianto Nazionale APS alle Amministrazioni comunali affinché l'informazione venga diffusa in modo tempestivo e capillare sul territorio, raggiungendo cittadini, famiglie, istituti scolastici, servizi educativi e strutture pubbliche e private per l'infanzia.


Il giocattolo segnalato

La notifica europea identifica il prodotto come un giocattolo elastico a forma di carota, di colore arancione, riempito di sabbia. È lungo circa 17 centimetri e può essere tirato e deformato in diverse direzioni.

I principali elementi identificativi sono:

·         Marca: Trendhaus

·         Modello: 967176

·         Lotto: 2025 = CH33287

·         Codice a barre (EAN): 4032722967176

·         Tipologia: giocattolo elastico a forma di carota, riempito di sabbia

·         Paese di origine: Repubblica Popolare Cinese

·         Quantitativo interessato: 30.024 pezzi

·         Destinazione: tra i Paesi indicati figura anche l'Italia

·         Classificazione del rischio: serio

Il problema riguarda la sabbia contenuta all'interno del giocattolo, nella quale è stata rilevata tremolite. Il prodotto può inoltre rompersi, con conseguente possibile fuoriuscita del materiale di riempimento.

Secondo la notifica europea, il giocattolo non rispetta i requisiti previsti dalla Direttiva 2009/48/CE sulla sicurezza dei giocattoli.

È importante, tuttavia, circoscrivere correttamente l'allerta: la segnalazione non riguarda genericamente tutti i giocattoli a forma di carota o tutti i giochi elastici, ma lo specifico prodotto identificato dalla notifica Safety Gate SR/01963/26 e, in particolare, il materiale di riempimento contaminato.

Cosa fare se il giocattolo è integro

Chi possiede un prodotto che corrisponde alla descrizione e ai dati identificativi della notifica è invitato a sospenderne immediatamente l'utilizzo e a non consentirne l'accesso ai bambini.

In particolare, è opportuno:

·         non aprire, tagliare o forare il giocattolo;

·         evitare manipolazioni non necessarie;

·         non tentare di svuotarlo o di rimuovere autonomamente la sabbia;

·         verificare con il rivenditore o con il soggetto presso cui è stato acquistato le modalità previste per la restituzione o il richiamo del prodotto;

·         qualora non sia possibile risalire al venditore, rivolgersi alla ASL/ATS territorialmente competente per conoscere le procedure previste dalle autorità locali;

·         prima di trasportare autonomamente il giocattolo verso un centro di raccolta, contattare il Comune o il gestore locale dei rifiuti per verificare le modalità corrette di conferimento.

Attenzione allo smaltimento

Il giocattolo non deve essere gettato autonomamente nei normali rifiuti domestici, nell'indifferenziato, nella plastica o in altri ordinari flussi di raccolta, almeno fino a quando non siano state fornite indicazioni precise dalle autorità competenti sulle modalità di riconsegna o smaltimento.

La nota ministeriale richiama infatti la necessità di definire e comunicare ai consumatori le procedure da seguire.

Se il giocattolo è rotto e la sabbia è fuoriuscita

La situazione richiede particolare prudenza.

In caso di rottura del giocattolo e fuoriuscita della sabbia, lo Sportello Amianto Nazionale raccomanda di non spazzare né aspirare il materiale con un normale aspirapolvere, di non soffiarlo e di evitare ulteriori dispersioni.

È inoltre opportuno:

·         impedire temporaneamente l'accesso di bambini e altre persone all'area interessata;

·         evitare di manipolare o raccogliere ripetutamente il materiale con strumenti o procedure improvvisate;

·         contattare la ASL/ATS territorialmente competente, specificando che si tratta del prodotto oggetto della notifica Safety Gate SR/01963/26, contenente sabbia contaminata da tremolite;

·         attenersi alle indicazioni impartite dall'autorità competente per la gestione del giocattolo e dell'eventuale materiale fuoriuscito.

La presenza di sabbia già dispersa introduce infatti un elemento ulteriore rispetto alla semplice gestione del giocattolo: occorre valutare anche l'eventuale dispersione del materiale contaminato e le modalità più appropriate per intervenire.

L'appello alle Amministrazioni

Lo Sportello Amianto Nazionale si rivolge in particolare a Sindaci, assessori e uffici comunali competenti in materia di Ambiente, Salute, Scuola e Servizi al cittadino, chiedendo la massima diffusione dell'allerta attraverso i canali istituzionali.

L'obiettivo è consentire una rapida individuazione del prodotto eventualmente presente sul territorio e impedirne l'utilizzo da parte dei bambini.

Famiglie, scuole dell'infanzia, asili nido, ludoteche e strutture pubbliche e private che accolgono minori sono quindi invitate a verificare con attenzione la presenza del giocattolo, confrontando marca, modello, lotto e codice a barre con i dati della notifica europea SR/01963/26.

L'allerta riguarda uno specifico prodotto: in caso di corrispondenza, è fondamentale non manipolarlo inutilmente e seguire le indicazioni delle autorità competenti per la restituzione, la gestione e l'eventuale smaltimento.


Corso gratuito per assistenti familiari a domicilio: iscrizioni dal 31 agosto

 Lezioni a Zola Predosa da ottobre a dicembre, disponibili 30 posti


L’Unione  informa:

 

Dal 31 agosto al 3 ottobre prossimi sono aperte le iscrizioni al corso gratuito di formazione per assistenti familiari a domicilio, rivolto a  residenti nei Comuni dell’Unione: Sasso Marconi, Casalecchio di Reno, Monte San Pietro, Zola Predosa e  Valsamoggia.
Il percorso formativo, della durata complessiva di 40 ore, si svolgerà a Zola Predosa, dal 16 ottobre al 2 dicembre in orario pomeridiano, e ha l’obiettivo di fornire competenze utili per l’assistenza e la cura delle persone a domicilio.

Al termine del corso sarà rilasciato un attestato di frequenza, che consentirà l’inserimento nella lista distrettuale Assistenti Familiari del Progetto Cure Familiari, rappresentando così un’importante opportunità per chi desidera lavorare nell’ambito dell’assistenza familiare.

Sono disponibili 30 posti: per l’avvio del corso è necessario raggiungere un minimo di 12 partecipanti. È prevista una prova di selezione per l’accesso, che si terrà mercoledì 7 ottobre, dalle ore 13 alle 14, presso la Sala Corsi del Comune di Zola Predosa.
Il percorso prevede inoltre un tirocinio di 12 ore, previsto tra il 16 novembre e il 5 dicembre, e un esame finale il 17 dicembre.

Requisiti e iscrizioni
Per partecipare è sufficiente avere il domicilio in uno dei Comuni dell’Unione Reno Lavino Samoggia ed è richiesta una buona capacità di navigazione in internet. Per le persone straniere sono necessari una buona conoscenza della lingua italiana e un regolare permesso di soggiorno. Le iscrizioni possono essere effettuate dal 31 agosto al 3 ottobre presso gli sportelli sociali dei Comuni del Distretto Reno Lavino Samoggia (indirizzi e orari di apertura si trovano sul sito www.ascinsieme.it).

Il corso rappresenta un’opportunità di formazione gratuita per acquisire competenze nell’ambito dell’assistenza domiciliare e favorire l’incontro tra le professionalità formate e le esigenze delle famiglie del territorio.

sabato 29 agosto 2026

Partorire in ambulanza non può diventare la normalità: la sanità metropolitana si assuma le proprie responsabilità

 


Benvenuto al piccolo Ryan, nato nei pressi dell’Ospedale Maggiore dopo una corsa in ambulanza da Vergato a Bologna. Un lieto evento che, ancora una volta, accende i riflettori sulle criticità dell’assistenza ostetrica nell’Appennino bolognese.


di Erika Seta
Coordinatore regionale
Azzurro Donna – Forza Italia

e di Mariela Fuentes
Coordinatore Appennino
Azzurro Donna – Forza Italia

 

Esprimiamo innanzitutto le nostre congratulazioni alla famiglia e il benvenuto al piccolo Ryan. Ma la sua nascita, avvenuta durante il trasferimento verso Bologna, non può essere considerata soltanto una storia a lieto fine.

Dietro questo episodio c’è una questione che non può più essere ignorata: per le donne che vivono nell’Appennino, il rischio di dover affrontare un parto in emergenza durante il trasferimento verso Bologna è diventato una concreta possibilità. E ogni parto gestito in condizioni di emergenza, lontano da una struttura attrezzata, espone a rischi la madre, il neonato e gli stessi operatori sanitari.

In caso di complicazioni, infatti, intervenire tempestivamente può diventare estremamente difficile. E accanto al problema sanitario se ne pone un altro, altrettanto delicato: la responsabilità del personale sanitario, chiamato a operare in condizioni che non dipendono dalle proprie competenze o dalla propria volontà, ma dalle scelte organizzative del sistema.

La sanità dell’area metropolitana bolognese dovrebbe concentrare risorse e attenzione anche sulla sicurezza del percorso nascita, invece di procedere attraverso riorganizzazioni continue dell’emergenza-urgenza, con strutture e modelli assistenziali che cambiano prima ancora di essere pienamente compresi e valutati dai cittadini.

Il tema dei punti nascita dell’Appennino merita una discussione seria, trasparente e basata sulle reali esigenze del territorio.

Perché la lotta alla denatalità passa anche dalla capacità di garantire alle donne un’assistenza sicura e qualificata, non soltanto dagli slogan o da riorganizzazioni amministrative.

È inaccettabile che si possa sostenere che la presenza di un’ostetrica a Porretta non sarebbe necessaria o che avrebbe un costo eccessivo, senza affrontare fino in fondo il tema della sicurezza delle donne che vivono in montagna.

Ed è altrettanto difficile comprendere come possano essere invocati i costi per giustificare la sospensione di servizi essenziali, mentre vengono destinate ingenti risorse a successive riorganizzazioni dell’assistenza territoriale.

La sicurezza delle madri e dei neonati non può essere considerata una voce di bilancio come le altre.

La montagna non può essere trattata come un territorio di serie B.

Le donne dell’Appennino hanno diritto a un percorso nascita sicuro, accessibile e adeguato alle caratteristiche del territorio. Hanno diritto a partorire in sicurezza, non a rischiare di farlo durante una corsa in ambulanza.

Gaggio Tech, De Maria (Pd): «Istituire una ZES per l’Appennino Bolognese»

 Il deputato dem rilancia la proposta dopo l’esito della vertenza Gaggio Tech: «Serve una priorità condivisa da tutte le forze politiche e istituzionali del territorio»



L’esito della vertenza alla Gaggio Tech riporta al centro dell’attenzione il tema delle politiche di sostegno allo sviluppo economico e occupazionale dell’Appennino bolognese. In questo contesto, il deputato del Partito Democratico Andrea De Maria (nella foto)  torna a chiedere l’istituzione di una Zona Economica Speciale (ZES) per l’Appennino Bolognese, proposta che, sottolinea, ha già sostenuto in diverse occasioni.

«Ho avuto modo di sostenere questa proposta già in diverse occasioni, nel 2025 e anche nella recente conferenza promossa dal gruppo Pd della Camera sull’Appennino Bolognese, e lo ribadisco oggi – afferma De Maria –. Anche l’esito della vertenza alla Gaggio Tech ci dice quanto sia importante la proposta di istituire una ZES per l’Appennino Bolognese».

Secondo il parlamentare dem, l’obiettivo dovrebbe essere quello di rafforzare la capacità del territorio di attrarre investimenti, sostenere le attività produttive e accompagnare i processi di sviluppo e innovazione, con particolare attenzione alle aree montane e alle loro specifiche fragilità economiche e occupazionali.

La richiesta, aggiunge De Maria, rappresenta una priorità che è stata ribadita anche dal sindaco metropolitano Matteo Lepore.

«Auspico che questa volta tutti i rappresentanti istituzionali di Bologna, di tutte le forze politiche, si uniscano per una priorità che riguarda il nostro territorio e che ha tutte le ragioni per essere attuata dal Governo», conclude il deputato Pd.

La proposta di una ZES per l’Appennino bolognese punta dunque a costruire una strategia territoriale condivisa, capace di mettere in campo strumenti specifici per sostenere imprese e occupazione e affrontare le criticità strutturali che interessano il territorio montano. La vicenda Gaggio Tech, in questo senso, rappresenta per De Maria un ulteriore elemento a sostegno della necessità di un intervento mirato da parte delle istituzioni.

Marzabotto, due appuntamenti per il Festival LUPO: storia, memoria e confronto alla Scuola di Pace


Due giornate dedicate alla storia, alla memoria e al confronto pubblico. È questo il filo conduttore dei due appuntamenti in programma sabato 29 e domenica 30 agosto 2026 nell’ambito del Festival LUPO, ospitati nell’Aula Magna della Scuola di Pace di Marzabotto.

Il programma propone due momenti di approfondimento, differenti per linguaggio e contenuti, ma accomunati dalla volontà di affrontare temi della storia contemporanea andando oltre le semplificazioni e le letture stereotipate, attraverso il dialogo, la testimonianza e il confronto con gli autori.


Sabato 29 agosto, “Decima MAS – La vera storia”

Il primo appuntamento è fissato per sabato 29 agosto alle ore 17. La consigliera Valentina Franco dialogherà con Matteo Pucciarelli in occasione della presentazione del libro “Decima MAS – La vera storia”.

L’incontro si propone di ripercorrere la vicenda della Decima MAS attraverso un’analisi critica delle narrazioni costruite nel tempo attorno a questa formazione, con l’obiettivo di mettere in discussione miti, strumentalizzazioni e rappresentazioni distorte e di riportare al centro i fatti storici.

Un’occasione, dunque, per interrogarsi sul rapporto tra storia, memoria e uso pubblico del passato, in un contesto come quello di Marzabotto particolarmente significativo per la riflessione sulla memoria storica.

Domenica 30 agosto, il docufilm “I miei sette padri”

Il secondo appuntamento si terrà domenica 30 agosto alle ore 16, sempre nell’Aula Magna della Scuola di Pace.

Sarà proiettato “I miei sette padri”, docufilm di Liviana Davì, dedicato alla vicenda dei fratelli Cervi e alla memoria che la loro storia continua a suscitare.

Al termine della proiezione è previsto un confronto aperto con Adelmo Cervi e con la regista, per approfondire il significato della vicenda familiare e politica dei Cervi e il modo in cui essa è stata raccontata e tramandata nel corso dei decenni.

Il docufilm affronta la storia dei fratelli Cervi cercando di sottrarla alla sola dimensione celebrativa e retorica, per restituirne anche la dimensione umana e politica: la vita, la lotta, il sacrificio e l’eredità lasciata alle generazioni successive.

Due appuntamenti, quindi, che intendono offrire al pubblico strumenti per conoscere, discutere e interrogare il passato, nella convinzione che la memoria non sia soltanto conservazione, ma anche un terreno vivo di confronto sul presente.

Entrambi gli incontri si svolgeranno nell’Aula Magna della Scuola di Pace di Marzabotto.

L’ingresso è gratuito.