Ai margini
della Città Metropolitana, ai margini anche dell’Unione dei Comuni, Sasso
Marconi sembra vivere una stagione di lento e progressivo declino. Quello che
un tempo rappresentava il naturale punto d’ingresso dell’Appennino bolognese —
crocevia di traffici, incontri e relazioni — oggi appare come una realtà
sospesa, difficile da definire, quasi priva di una propria identità
riconoscibile.
La sua
fortuna nacque da una duplice coincidenza storica. Da un lato, l’arrivo della
statale Porrettana, sviluppata per sostenere il boom delle terme di Porretta
Terme alla fine del Settecento; dall’altro, la realizzazione della ferrovia
nella seconda metà dell’Ottocento, voluta dagli austriaci per garantire un
rapido collegamento con il porto militare di Livorno. Grazie a queste
infrastrutture, il paese si ritrovò a disporre di una mobilità allora
all’avanguardia.
La posizione
geografica, inoltre, favorì ulteriormente il suo sviluppo: situata nel punto
d’incontro tra le valli del Reno e del Setta, Sasso Marconi divenne una
naturale base logistica e commerciale. Tra i protagonisti di quella stagione
figuravano la ditta Rizzi, specializzata in materiali da costruzione e articoli
casalinghi, e il commercio all’ingrosso dei fratelli Fabbriani, impegnati nella
distribuzione di merci destinate ai negozi del territorio.
Il commesso
viaggiatore dell’epoca percorreva tutta la Porrettana raccogliendo ordinazioni:
da Porretta raggiungeva Castiglione dei Pepoli, seguiva poi la valle del Setta
e faceva infine ritorno alla base di Sasso Marconi con le commissioni raccolte
lungo il percorso.
La qualità
dei collegamenti favorì anche un forte sviluppo industriale. Simboli di quella
stagione furono la Cartiera del Maglio alla Longara — l’attuale Borgonuovo —
con circa seicento occupati, la cartiera di Lama di Reno e la canapiera di
Pioppe, che arrivò a impiegare fino a milleduecento lavoratori.
Poi arrivò
la grande distribuzione, che trasformò radicalmente il settore commerciale e
contribuì al progressivo impoverimento del commercio di vicinato. Il ruolo di
principale polo commerciale dell’area sembra essersi progressivamente spostato
verso Casalecchio di Reno, grazie alla presenza di strutture commerciali capaci
di esercitare una forte attrazione sul territorio.
Oggi il
titolo di “città” appare sempre più formale che sostanziale. Strade, piazze e
spazi pubblici restituiscono spesso l’immagine di un luogo che ha smarrito il
proprio ruolo e la propria vocazione. Non più paese vitale e operoso, ma
neppure centro urbano moderno e attrattivo: Sasso Marconi sembra essersi
fermata in una terra di mezzo, incapace di valorizzare davvero la propria
storia e il proprio patrimonio.
Eppure, la
sua posizione geografica conserva tutte le caratteristiche per renderla
strategica. Alle porte dell’Appennino, vicina a Bologna e attraversata da
importanti direttrici stradali e ferroviarie, potrebbe rappresentare un punto
di riferimento per il territorio circostante. Invece, chi vi arriva oggi fatica
a trovare un motivo per fermarsi. Il centro appare spesso anonimo, privo di
quella vivacità commerciale, culturale e sociale che rende riconoscibile e
accogliente una comunità.
Sasso
Marconi conserva ancora tratti di un’eleganza discreta, quasi aristocratica, ma
trasmette l’impressione di una bella signora schiva che, con il passare del
tempo, abbia perso non soltanto brillantezza, ma anche quella cortese formalità
che un tempo la distingueva. La memoria del passato sopravvive nei nomi, nei
paesaggi e nella storia legata a Guglielmo Marconi, senza però riuscire a trasformarsi
in energia presente.
Il rischio,
oggi, è quello di un progressivo scolorimento civile e culturale: un territorio
che resta ai margini delle grandi trasformazioni metropolitane senza riuscire,
al tempo stesso, a costruire una propria alternativa autonoma. E forse la
domanda più amara è proprio questa: che cosa può ancora invitare qualcuno a
fermarsi a Sasso Marconi, a viverla, a riconoscerla come un luogo dotato di
un’anima precisa?
Finché questa domanda resterà senza risposta, il paese continuerà a oscillare tra nostalgia e invisibilità.
Se guardate bene, bene, il motivo della perdita di identità è dovuto ad una questione politica, anzi partitica, la colpa è del partito di maggioranza che governa ora e da sempre, la continua aggiunta di ideologie aliene al territorio, ha portato la popolazione a non sapere chi si è, a perdersi, ad agganciarsi a visioni globaliste che diluiscono il "sentire" del passato, il sostegno a candidati islamici in tutta Italia da parte di questo partito, rivela "il progetto", la popolazione sarà decostruita, trasformata, da cattolica cristiana a laica atea, da laica atea ad un forzato islamismo delle popolazioni del territorio, tutto perchè si ha interesse nei finanziamenti del Qatar, da questo si comprende la forzata inserzione di una civiltà incivile che mette dio al di sopra della legge, della Costituzione, della logica umana, Sasso sarà territorio di conquista per persone che......., CI ODIANO, queste persone vanno contrastate, tanto quanto i fascisti, e i nazisti, perchè sono anche peggio.
RispondiEliminaCompletamente d'accordo con Lei.
EliminaComplottisti ne abbiamo? Mai lette tante fesserie tutte insieme
Elimina"Mai lette tante fesserie tutte insieme".
EliminaOttusità, cecità e malafede nel negare la realtà di un degrado alla barbarie nordafricana, la islamizzazione terzomondizzante dell'Italia, della Europa.
Non pensi alle fesserie altrui ma alle sue catastrofi e disonestà intellettuale.
Quello in malafede sei tu caro mio che vedi negli islamici il problema perché il tuo partitino verde e quell'altro bomberone di Vannacci ti hanno istruito a dare la colpa sempre allo straniero e non a fare una bella analisi personale.
EliminaSmetti di belare come una povera pecora, studia e scopri come si sta al mondo altrimenti inizia a studiarti il Corano così sei al sicuro dall'invasore.
Tutti a dare la colpa all'altro e nessuno che prova a rimboccarsi le maniche per provare a cambiare qualcosa o a risolvere eventuali problemi.
SVEGLIATI!
Si, è anonima. E' un grande peccato. Dal 2003 (quando sono venuta ad abitarci) ad oggi è tristemente cambiata tantissimo. Dispiace.
RispondiEliminaFinché il paese sarà guidato da persone incompetenti votate dagli stessi cittadini potrà solo che peggiorare .il paese è un dormitorio ,piazza indecorosa,nessuna attività svolta a fare uscire le persone e i ragazzi..un turista che imbocca la Porrettana per arrivare in piazza si trova : 3 onoranze funebri e 3 agenzie immobiliari,negozi sfitti da anni !questa è la nostra cartolina di benvenuto!in più mettiamoci commercianti che sarebbe meglio lasciassero spazio ai giovani
RispondiEliminaScusi ma invece di criticare, faccia proposte. Io ci vivo dalla nascita e ci sto benissimo. Perché non fa paragoni con altri paesi, è molto facile criticare e non proporre nulla
EliminaDevi fare io le proposte o chi per lavoro viene pagato per farlo???metti il naso fuori dal paese e guarda tutte le attività o feste che fanno quanta gente portano e fai un paragone con quelle di Sasso !guarda la festa del CSP pontecchio (nota città da 100.000 abitanti quanta gente ha portato!ah no meglio la notte blu con bancarelle cinesi o forse la tartufesta (anzi scusate la tartufesta vera non esiste più da anni)continuo?
EliminaSecondo me il problema è profondamente politico.
RispondiEliminaQuando territori come Sasso Marconi vengono amministrati soltanto come periferie della metropoli, col tempo perdono anima, commercio, servizi, giovani e prospettive. Diventano luoghi da attraversare, non comunità da far vivere.
Io credo invece che comuni come Sasso debbano tornare protagonisti: più autonomia decisionale, più valorizzazione delle attività locali, più legame con le vallate e con l’Appennino, più difesa dell’identità del territorio.
L’Appennino non deve essere il margine di Bologna. Deve tornare ad essere una risorsa viva, produttiva, rispettata e strategica.
E la verità è che i due grandi schieramenti nazionali, da anni, non hanno alcun reale interesse a cambiare questa situazione.
Uno parla continuamente di centralismo e grandi città, l’altro promette rivoluzioni territoriali che poi, nei fatti, non arrivano mai. Entrambi finiscono per alimentare un sistema dove i piccoli comuni contano sempre meno, mentre decisioni e risorse si concentrano altrove.
Nel frattempo, i territori si svuotano, i negozi chiudono, i servizi si allontanano e chi vive nelle vallate viene ascoltato solo durante le campagne elettorali.
Per questo serve una politica realmente legata alla terra, non ai giochi di partito nazionali.
Mauro Muratori
Bla bla bla
RispondiEliminaSi condivido bla bla bla.i
EliminaUn analisi completamente fallace che si basa sui vecchi tempi felici e trascura l' evoluzione del mondo di cui facciamo parte. Le cartiere con centinaia di dipendenti in Italia non esistono più, gli agenti di commercio sono in via di estinzione ma non a Sasso, in tutta Europa.
RispondiEliminaDi contro non abbiamo miriadi di capannoni vuoti e il processo di de industrializzazione è quasi assente. I negozi chiusi dipendono da due fattori, gli acquisti on line e da costi di gestione non compatibili con il fatturato possibile. Parlare di Islam è fuorviante e denota un disinteresse per il nostro comune ma uno stupido livore propagandistico
Vedendo i precedenti commenti mi viene naturale fare una considerazione:
RispondiEliminaIl dott. Fabbriani ha scritto un articolo fotografando la situazione attuale di Sasso Marconi senza dare la colpa a nessuno, ma facendo anche un riferimento alla storia recente del paese che è interessante per chi come me, immigrato a Sasso Marconi da 22 anni, non conosceva tante cose che mi sembrano utili per sapere qualcosa di più del luogo dove ora vivo.
Ognuno l’ha interpretato a suo modo e ho visto che tanti si sono sentiti accusati.
Hanno forse la coda di paglia ?
perché criticare in modo spregiativo una disamina del tutto informativa ?
Anonimo delle 10.22 scendi dal tuo scranno tarlato e marcio, di chiaramente se sei disposto ad essere governato, ripeto governato e non amministrato, da un Sindaco islamista che vedrà bene i tribunali islamici e la shiaria, perchè il PD ha affermato che l'Italia sarà islamica, ha iniziato la Boldrini 10 anni fa. Invece di disprezzare il tuo connazionale, dicci di che pasta sei fatto.
RispondiEliminaVez tu non sei tanto in bolla
EliminaIl signore delle 14:51 ha fatto un ragionamento semplice, adamantino. Capisco che per gli omologati al pensiero unico giusto, politicamente corretto e premasticato possa essere considerato "non in bolla".
EliminaLa compagna Boldrini lo disse molto chiaramente che ci porteranno nuovi e superiori valori, stili di vita, bla bla bla..
Anche i nuovi diritto e giurisprudenza islamici.
Detto, imposto, fatto.
Sono il Rizzi 60enne, figlio di Alfedo (“Dino”) e nipote di Pietro.
RispondiEliminaHo letto il suo articolo, inoltrato da Alessandra Clementel alla mia mamma, la quale mi ha semprericordato dei Sigg. Montuschi, della “Zia” Pepi e del magazzino che avevano, anche a Bologna.Papà è mancato nel 2020, mentre la mamma tiene botta egregiamente alla soglia degli 88.
Io ricordo benissimo tutto: il negozio, il profumo del bancone, lunghissimo, in legno, i cassetti alle spalle dei commessi; gli uffici all’inizio del bancone e il magazzino nel piazzale sul retro, che però mi era vietato perché c’era il pastore tedesco alla catena.
La cessione improvvisa fu una delusione devastante per mio padre; così, invece di diventare un commerciante, mi è toccato rodermi il fegato sulle vicende fiscali !!!
Bellissimo ricordo e, nel particolare della citazione, graditissima soddisfazione.
Grazie, buona giornata !!
Marco Rizzi commercialista Bologna
Gentilissimo dott. Rizzi,
Eliminacon grandissimo piacere leggo il suo commento che mi ha riportato ancora una volta ai bei tempi ( sono 78enne, figlio di Peppino e ho vissuto quel periodo bellissimo che ancora ricordo con nostalgia).
Le sue considerazioni mi sono molto gradite, anche perchè ha apprezzato e letto nella giusta ottica quello che ho scritto.
A Lei grazie ancora e spero venga una occasione per vederci.
Francesco Fabbriani
Soluzione unica REMIGRAZIONE, è stato bello ma adesso anche basta, "take the camel and going back to your home(abatantuomo)".
RispondiEliminaEccolo qui, il Vannacciano remigratore, il pus appena uscito dal bubbone della lega.
RispondiEliminaChe problemi ci sarebbero a rimpatriare i delinquenti stranieri?
EliminaPerché sarebbe sbagliato?
Anonimo delle13.29, che problemi hai?, Sei ideologizzato! Esiste norma legale dai tempi di Napolitano del 1998( il problema è che è inapplicato) che valuta se l'immigrato si è integrato bene, altrimenti deve essere rimpatriato. Lo straniero può entrare con :
RispondiElimina-Permesso di soggiorno
-decreto flussi.
Si valuta se l'immigrato si è integrato attraverso appuntamenti con valutatori appunto. La domanda di protezione internazionale e quella complementare, non possono essere date se il soggetto è senza documenti o foto, chi delinque, che stupra, chi dopo anni non parla italiano ne lui ne la famigli numerosissima di cui ha ottenuto la ricongiunzione, dimostra di non essersi integrato e va rimpatriato, cioè remigrazione, chi viene senza documenti, con i barconi aiutato dalle ONG, con l'intento di regolarizzare tutti, senza se senza ma è un immigrato clandestino, che non deve essere difeso da nessuna guerra(vedi marocchini), per questo deve essere accompagnato in un CPR fino al reimpatrio, non vengono per integrarsi, vengono per conquistare un territorio da consegnare al grande califfato, negli incontri obbligatori tutti testimoniano questo.
La Legge 286 del 1998 (più precisamente il Decreto Legislativo 25 luglio 1998, n. 286) è il Testo Unico sull'Immigrazione in Italia, se questo non viene imposto dallo Stato, non ci sarà nessuna integrazione e le generazioni future di queste persone saranno aliene anche se hanno ricevuto la cittadinanza per nascita non saranno in grado di integrarsi, si porteranno dietro le leggi abituali dei paesi di provenienza come la sharia, per esempio, il trattamento che quelle popolazioni riservano alle donne è incompatibile con le nostre usanze e impedirà loro di integrarsi, considerano l'obbligo della lingua italiana un sopruso, per questo falliranno l'integrazione e dovranno essere rimpatriati.
RispondiEliminaNon ho problemi con l'Islam.
RispondiEliminaSono semplicemente contrario alla decapitazione, alla lapidazione, ai matrimoni infantili, alla schiavitù sessuale, alla taqiyya, alla tratta degli schiavi, allo stupro, alle conversioni forzate, al jihad, al burqa, agli attacchi contro altre religioni, agli abusi sui minori, agli abusi sulle donne, alla crudeltà verso gli animali, alla poligamia, all'omicidio, alla legge della Sharia, al terrorismo, al lavaggio del cervello, all'intolleranza, all'avidità, all'anti-scienza, alla tortura, all'analfabetismo, alla gola, alle mutilazioni genitali femminili e all'incesto.
Praticamente sei contrario alla religione cattolica. Grande, sono con te!
EliminaApproposito di tratta degli schiavi, mi raccomando bisogna anche rimpatriare tutti quei clandestini che raccolgono frutta e verdura nei campi a condizioni disumane e sottopagati. Poi per tenere i prezzi bassi al supermercato a raccogliere la frutta ci mandiamo i leghisti, Vannacci con la sua combriccola e gli anonimi del 01/06/2026 ore 18:39 e del 29 maggio 2026 ore 18:00
E' un bello schifo.
RispondiElimina
RispondiEliminaSignor 30 maggio 2026 alle ore 13:29: potrebbe rispondere quale problema ci sarebbe a rimpatriare criminali stranieri e invasori che ci stanno integrando? Perché sarebbe sbagliato? Francamente non capisco. Forse una sua spiegazione potrebbe aiutare. Grazie.
Anonimo 11.25, o sei ignorante, o sei in malafede, oppure ambedue.
RispondiEliminaOppure al contrario di te sono abbastanza intelligente da non mettere in correlazione la crisi di Sasso Marconi citata nell’articolo di Fabbriani con la questione dei migranti che non c’entra una fava. Capisco che per te collegare le sinapsi sia troppo difficile. Ciao bomberone, ti auguro una pessima vita.
EliminaFirmato l’ignorante in malafede
Se lo dici tu, per me va bene, ricambio con affetto.
RispondiEliminaBacioni
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