mercoledì 1 aprile 2026

Suviana, due anni dopo la strage: tre piani ancora sommersi, indagini a rilento

 



A due anni dalla tragedia del 9 aprile 2024 alla centrale idroelettrica di Bargi, sul lago di Suviana, le indagini procedono con difficoltà mentre una parte dell’impianto resta ancora inaccessibile. L’esplosione sotterranea che costò la vita a sette lavoratori e ne ferì altri sei, impegnati nel collaudo di un generatore, continua infatti a essere avvolta da interrogativi tecnici irrisolti.

L’acqua invade tuttora la struttura: gli interventi effettuati finora hanno consentito di svuotare e bonificare fino al piano -6, ma gli ultimi tre livelli, dal -7 in poi, restano sommersi e quindi preclusi a periti e inquirenti.

Al momento sono cinque gli indagati — tre appartenenti a Enel e due a società esterne — accusati, a vario titolo, di disastro colposo, omicidio colposo plurimo sul lavoro e lesioni colpose sul lavoro. L’inchiesta è coordinata dalla pm Michela Guidi, affiancata dalla collega Anna Sessa, sotto la supervisione della procuratrice aggiunta Morena Plazzi.

Nell’ambito della consulenza tecnica disposta dalla Procura, i sommozzatori dei vigili del fuoco sono riusciti a recuperare al piano -6 cinque dispositivi elettronici, potenzialmente utili per ricostruire la dinamica dell’esplosione. Tuttavia, per ottenere un quadro completo sarà necessario raggiungere i livelli inferiori e recuperare ulteriore materiale tecnologico, nella speranza che i dati siano ancora utilizzabili.

Il via libera alla bonifica dei piani più profondi spetta al tavolo amministrativo composto da vigili del fuoco, Ausl, Arpae e Regione, chiamato a verificare le condizioni di sicurezza. Al momento, però, tali condizioni non risultano soddisfatte.

Per questo la Procura ha richiesto alle istituzioni locali e sanitarie coinvolte un cronoprogramma dettagliato degli interventi futuri, con l’indicazione dei tempi necessari per rendere accessibili i livelli sommersi. Il documento è atteso entro la fine del mese: se dovesse risultare insufficiente o non rispondente alle esigenze investigative, i magistrati potrebbero decidere di chiudere le indagini sulla base degli elementi finora raccolti.

Nel frattempo, secondo quanto emerge, tutte le parti offese sarebbero già state risarcite da Enel e non parteciperebbero quindi a un eventuale processo.

2 commenti:

  1. Fermare la produzione per creare crisi energetica, in sostegno al nuovo lock down energetico in arrivo. FATTO.

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  2. Se penso che i cinesi in due anni edificano un quartiere nuovo, mi vengono i brividi nel pensare alle lentezze istituzionali del nostro paese. Si parla di più della sconfitta calcistica italiana come se rappresentasse un'apocalisse e poi non si da risalto a questa vicenda. Tra l'altro viene meno anche la produzione di energia idroelettrica in un momento in cui hanno si è già deciso di riaccendere le centrali a carbone! Roba da matti!

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